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Recensione : L’Homme Absurde – Sleepless

Il lavoro nel complesso non delude, offrendo un pregevole esempio di evoluzione della materia black senza stravolgerne più di tanto le linee guida.

L’Homme Absurde - Sleepless - metal

Nonostante un monicker calzante a pennello ad una delle molte band francesi dedite ad un black metal arzigogolato e contorto, L’Homme Absurde è invece una band russa che propone un più lineare post black.

Lineare non significa banale, e infatti Slepless è un album che mostra non poche sfaccettature restando, però, sempre in un alveo ben definito andando ad evitare sperimentazioni assortite.
Il gruppo è attivo da qualche anno, e quello in questione è di fatto il secondo full length e trova la sua anima compositiva in Alexey Slavin, musicista già conosciuto in ambito death doom per la sua militanza in band come Mare Infinitum (in qualità di batterista) e A Young Man’s Funeral, nella veste di polistrumentista accompagnato dal ben noto E.S. alla voce, mentre qui A. (come si fa semplicemente chiamare di solito) offre invece uno screaming che si addice al genere proposto.
Slepless è un buon album che presenta sette brani mediamente lunghi, tra i quali spicca una magnifica The Quiet Room, traccia che richiama più di altre i Forgotten Tomb, punto di riferimento apparente per gran parte del sound contenuto nell’album, e l’altrettanto riuscita Insult to Injury, più spinta ed emotivamente intensa.
Il lavoro nel complesso non delude, offrendo un pregevole esempio di evoluzione della materia black senza stravolgerne più di tanto le linee guida, e questo non e’ affatto un risultato scontato; anche per questo il nome de L’Homme Absurde va tenuto d’occhio per possibili evoluzioni future, considerando quanto di buono la band russa ha già messo in mostra con i suoi primi due album su lunga distanza.

Tracklist:
1. Cleansing the Temple
2. Black Hole
3. The Quiet Room
4. Moments in Coma
5. Nausea
6. Insult to Injury
7. Carriers

Line-up:
A. – vocals
Georgiy Bykov – guitar
Isod – guitar
Yuri S. – bass
Evgeny Loboda – drums

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