(the spirit of christmas won’t set me free till next summer).
Se un disco lo si comincia a “soppesare” dalla copertina e,perché no, dal titolo, con i Levis Hostel si parte davvero bene,entrambi sono infatti davvero belli e riusciti.
Loro sono italiani e cio’ ci rende orgogliosi (stringiamoci a coorte) e sono guidati da Ezio Piermattei che,non mi posso vantare di conoscere personalmente,ma la cui abilità di scrittura e’ davvero invidiabile.
Cito a caso i brani che più mi hanno colpito.
“Loony bin” e’ celestiale,con quegli effetti demode’ che ricordano i Love,”Margarine lover” mi ricorda i Sebadoh (scusate se e’poco),”The weight” ha un arpeggio smithsiano che e’ un piacere per l’udito e per l’anima,”Me and the diver” e’ di una leggiadria ultraterrena sorretta da una splendida seconda voce femminile.
Ma badate bene si tratta soltanto di citazioni casuali poiché questo album va ascoltato nella sua interezza e con la massima attenzione.
Chiude il tutto una cover di “Here” dei Pavement che,se non aggiunge nulla alla bellezza del tutto, e indice del buongusto della band.
In poche parole:BRAVI!










