Recensione : Artisti Vari – Tarkovsky

Questo magnifico cofanetto composto da cinque cd della Cold Spring Records raccoglie le colonne sonore originali delle cinque opere fondamentali di Andrei Tarkovsky, uno dei massimi maestri del cinema sovietico.

Questo magnifico cofanetto composto da cinque cd della Cold Spring Records raccoglie le colonne sonore originali delle cinque opere fondamentali di Andrei Tarkovsky, uno dei massimi maestri del cinema sovietico: “L’infanzia di Ivan”, “Andrej Rublëv”, “Solaris”, “Lo specchio” e “Stalker”.

Tarkovsky, molto in breve, è stato uno dei più importanti registi dell’epoca sovietica nonché uno dei più conosciuti in occidente, e come scrive molto bene lo storico del cinema e critico Andrea Vannini il film di Tarkovskij «rappresentano una nuova tendenza culturale e politica che parla dell’individuo, dell’esistenza e della psiche, e sono sempre state contrastate dalle autorità dell’URSS».

Nonostante una filmografia affatto sterminata, Tarkovsky ha influenzato moltissimo con il suo cinema suggestivo ed evocativo molti registi che sono venuti dopo di lui, lasciando un segni duraturo sul cinema mondiale. Qui troviamo raccolte con cura e rimasterizzate molto bene cinque colonne sonore dei cinque principali film di Tarkovsky, le opere di Eduard Artemyev e Vyacheslav Ovchinnikov possono suonare imperfette all’orecchio moderno, ma sono state rimasterizzate con cura e presentate nel modo più fedele possibile a come dovevano risultare al pubblico delle proiezioni cinematografiche originali. Inoltre l’uscita fisica è assai ricca essendo un cofanetto deluxe con finitura opaca laminata, contenente 5 CD in custodie di cartone stampate singolarmente, ogni album è accompagnato da una cartolina artistica raffigurante i manifesti cinematografici originali sovietici / giapponesi dell’epoca dell’uscita. SI comincia con “L’infanzia di Ivan”del 1962 un duro film sulla guerra e sull’infanzia, la pellicola è tratta dal racconto “Ivan” di Vladimir Bogomolov, ed è stata insignita del Leone d’oro al miglior film al Festival di Venezia, ex aequo con “Cronaca familiare” di Valerio Zurlini.

La colonna sonora fu composta dal prolifico compositore sovietico Vyacheslav Ovchinnikov. Presenta un leitmotiv di 5 note profondamente romantico ma malinconico, che coglie tutta la commovente tristezza dell’innocenza perduta nella guerra, la partitura ampia e avvolgente di Ovchinnikov si affida a idiomi romantici per contrapporre le dure realtà del fronte orientale ai flashback nostalgici e onirici di Ivan. Nel secondo cd troviamo la colonna sonora del capolavoro del 1966 “Andrej Rublëv” (Андрей Рублёв) che fu composta da Vyacheslav Ovchinnikov. La partitura, ampia ed evocativa, è profondamente intrecciata con i temi religiosi e storici del film, con la sua risonanza corale intensa e profonda che accompagna perfettamente l’esplorazione della fede, dell’arte e della storia russa.

Il compositore collaborò a stretto contatto con Tarkovsky per creare una colonna sonora capace di catturare la realtà cruda e terrena della Russia del XV secolo, esaltando al tempo stesso lo straordinario linguaggio visivo del film, uno dei massimi successi dell’opera di Tarkovsky. La terza opera è la colonna sonora di Eduard Artemyev per il capolavoro fantascientifico di Tarkovsky del 1972 “Solaris” (Солярис) è un’opera pionieristica della musica elettronica delle origini, con Tarkovsky che immaginava un paesaggio sonoro ambientale e meccanico, le rivisitazioni futuristiche di Artemyev delle opere per organo di Bach si combinano con inquietanti droni sintetizzati astratti e rumori ambientali, il tutto realizzato con il celebre sintetizzatore ANS.

Una colonna sonora atmosferica e onirica che rispecchia perfettamente i temi psicologici del film. Il film di Tarkovsky fu stuprato in Italia dai tagli operati da Dacia Maraini alla quale fu affidata l’edizione italiana, uscendo nella sua versione completa solo nel 2001. Nel quarto cd troviamo la magnifica colonna sonora di Eduard Artemyev per il film di Tarkovsky del 1975 “Lo specchio” (Зеркало) che è il naturale seguito di “Solaris”.

Brani atmosferici densi, lenti e spesso disorientanti, dalle sensibilità barocche, risuonano oltre le immagini oniriche del film.

Una combinazione di scala monumentale e melodia pastorale rende questa musica così intrigante, lussureggiante e unica. Per “Stalker” (Сталкер), terzo capitolo della trilogia fantascientifica di Tarkovskyj, Eduard Artemyev si ispirò alla musica classica indiana e impiegò inquietanti strati di toni sintetici, flauto, clavicembalo e tar (strumento a corde iraniano), oltre a cori, per creare un tema centrale tanto ammaliante quanto la Zona, l’ambientazione del film in cui le leggi della fisica non hanno più valore, e il risultato è qualcosa di magnifico e struggente. Un’opera di recupero assai importante quella operata dalla Cold Spring, fatta da amanti di Tarkovsky, dei suoi film e della loro musica. Le colonne sonore di questi film sono importanti tanto quanto i film stessi, e qui sono trattate in maniera da uscire come le edizioni originali, per un’opera fondamentale che diventa una delle pietre più preziose dell’importante catalogo della Cold Spring.

ARTISTI VARI -TARKOSVKY- STREAMING

 

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