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Recensione : Extinction Of Mankind Slaves to no one

Nuovo disco di un gruppo fra i più importanti nel panorama del crust punk mondiale, gli inglesi Extinction Of Mankind. Il disco si intitola "Slaves to no one", ed esce in vinile per la loro etichetta XTINCTION RECORDS, e in cassetta e cd per 783.

Nuovo disco di un gruppo fra i più importanti nel panorama del crust punk mondiale, gli inglesi Extinction Of Mankind. Il disco si intitola “Slaves to no one”, ed esce in vinile per la loro etichetta XTINCTION RECORDS, e in cassetta e cd per 783. Gli Extinction Of Mankind sono nati ad Oldham nel 1992 e hanno fatto parte di quella ondata britannica di gruppi cattivi e sporchi come i Doom, gli Hellkrusher e Concrete Sox solo per nominarne alcune.

Il suono di questi gruppi, ed in particolare quello degli Extinction Of Mankind, prendeva le mosse dal punk più oltranzista come quello ibridato con il metal degli Amebix, passava per alcune atmosfere dei Celtic Frost e dei Motörhead, e portava oltre il punk hardcore, così come avevano fatto poco prima i Napalm Death con il metal. Inoltre, e forse elemento più importante, i loro testi erano estremamente politicizzati e radicali, andando di pari passo con il movimento squatter e di protesta politica e sociale. Insomma, gli Extinction Of Mankind sono una colonna delle sonore delle rivolte e della lotta quotidiana e con questo disco tornano in maniera molto decisa e prepotente, portando alta la bandiera del crust di qualità e radicale.

Questo quinto disco sulla lunga distanza è forse uno dei loro migliori, la rabbia è intatta anzi forse è cresciuta, i riffs di chitarra sono devastanti, e la sezione ritmica è in gran forma. Il gruppo è attualmente formato dal cofondatore Ste alla voce, con il chitarrista di lungo corso Scoot ( Doom e Restu), con Jamie al basso e Goldie alla batteria.

“Slaves to no one” è fortemente quello che vuole essere, un disco di crust e d-beat al cento per cento, con un suono molto potente, frutto anche della produzione di Joe Clayton al No Studio di Manchester. Gli Extinction Of Mankind non sono assolutamente stanchi e non hanno minimamente perso forza e voglia di picchiare duro, e la realtà offre purtroppo tantissimi spunti per fare musica dura, tenebrosa e rabbiosa. Inoltre gli Extinction Of Mankind trattano molto nei loro testi le vicisstudini post-Brexit e non solo della Gran Bretagna, con ottimi pezzi come “Defund the BBC” e “Fucked up society”, ma le loro invettive si adattano bene anche a tutti gli altri consessi cosiddetti civili. Ascoltare crust e d-beat di questo livello è ancora molto appagante, dato che questa musica e questa attitudine non hanno data di scadenza, anzi, sono ancora più importanti in un’epoca oscura come questa.

Bisogna anche dire che gli Extinction Of Mankind e altri (pochi) gruppi simili avevano visto già tanti anni fa che il nostro orizzonte non era pieno di soffice progresso, ma di scarponi in faccia e violenza, ingiustizie e schifezze, e il gruppo di Oldham è ancora qui a tirarci gli schiaffi.

Extinction Of Mankind Slaves to no one Stream

Extinction Of Mankind Slaves to no one tracklist

1. NOTHING TO HIDE 02:24
2. FACING DEATH 03:21
3. INSIDE MY FEARS 02:34
4. FAIL TO LEARN 02:51
5. WORLD KEEPS TURNING…. 03:33
6. GENOCIDE 01:59
7. FUCKED UP SOCIETY 02:33
8. DEFUND THE BBC 01:40
9. DEAD INSIDE 02:27
10. THE WEIGHT OF 1000 SOULS 02:07
11. BITE DOWN HARD 02:07
12. WITH BROKEN HANDS 04:10
13. ! ! ! 01:01

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