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Recensione : Andie Loui – Another Bad Idea

Andie Loui debutta con un progetto alt-pop che rifiuta i cliché romantici dei vent’anni, preferendo il casino in testa e le paranoie a parole di conforto.

Andie Loui - Another Bad Idea

Dalle premesse tutto fa pensare a un album teen pop: l’irrequietezza dei vent’anni e la confusione in testa, raccontata in un cocktail di indie e alternative pop. Anche solo il titolo somiglia alla celebre canzone dell’emblema della musica da teenager, Olivia Rodrigo, con la sua “bad idea right?”. Invece la penna di Andie Loui si rivela complessa, più matura nel suono e nei testi, decisamente oltre i limiti imposti dalla sua età: finalmente qualcuno che non racconta i vent’anni sdraiata su un prato di margherite, ma affogando nello stagno vicino.

Andréa Louise Horstad, musicista, produttrice e cantante norvegese, si è fatta notare negli ultimi anni grazie a produzioni per altri artisti, per il cinema e la TV, restando sempre nei retroscena. Il suo alter ego Andie Loui invece, ha deciso di tradurre il suo diario personale nelle nove canzoni del suo primo album, “Another Bad Idea”, uscito nel 2026 su CrazyPop Records. Per il progetto sceglie sonorità alt pop, synth anni ‘90, indie e scorci di elettronica per dare voce a un caos interiore difficile da domare in un’età in cui tutto sembra abbandonarti. Rotture e smarrimenti diventano appigli a cui aggrapparsi per farsi forza senza lamentarsi, con la testa alta pronti ad affrontare quel casino che è la vita. C’è un po’ di Phoebe Bridgers, qualcosa della già citata Olivia Rodrigo, ma tutto rielaborato in quella chiave sperimentale tipica del sound pop europeo. La connazionale Cosima Olu fa lo stesso con il R&B, Loreen su un pop sfrenato da popstar. Lo scopo rimane lo stesso: raccontarsi senza cadere nella trappola facile del cliché.

La prima traccia parte piano, malinconica, quasi una ninna nanna rassegnata cantata al pianoforte. Cresce sul secondo ritornello, come una consapevolezza nella pancia, fino a esplodere alla fine, “but nothing’s left to give to someone else” urla a squarciagola prima di lasciare il posto ai synth distorti a chiudere una intro che presenta l’album nel miglior modo. “Has He Ever” è una chicca che passa inosservata: qualcosa mi fa dire che se Chappell Roan non sprecasse il suo potenziale in canzonette e inutili polemiche suonerebbe esattamente così. La hit dell’album, nonché primo singolo, è anche la title track, “Another Bad Idea”. Andie è arrabbiata, ce lo dicono le chitarre aggressive e la voce incrinata, gridando nel finale che lei è una cattiva idea, lui è una cattiva idea, loro sono una cattiva idea, tutti siamo una cattiva idea. L’unica idea vera? Nessuno a vent’anni è giusto, ed è normale pensare di non esserlo.

C’è un’idea che non perdona: il tradimento. Lo dichiara a carte scoperte in “This Is The Worst Idea”. Non è arrabbiata, solo delusa. Parla più la musica, un assolo di pianoforte, delle poche parole, esprimendo tutta la malinconia di un gesto sbagliato in tre minuti di musica leggera. “I Have No Say In This” è una ballata alt rock scoppiettante, incorniciata in scrosci di chitarra e percussioni decise, “Under My Skin” un crescendo di elettronica truce, a tratti quasi industrial, un invito a entrare sotto la pelle delle persone per capirle davvero. Sarà quello il posto più strano di cui canta in “The Strangest Place”, il brano più lungo del disco è anche quello più trascendentale, una massiccia parte strumentale che offusca le parole e le imprigiona in una gabbia di suoni distorti. “Maybe” è l’ultimo brano, al posto giusto: quando tutto è finito, Andie prega per un posto dove sentirsi adeguata, amata, giusta. 

Quando non riusciamo a tornare a galla, affoghiamo. Andiamo sempre più giù, finché il luccichio della superficie non è che un bagliore lontano che proviamo ad afferrare con la mano. In “Another Bad Idea” Andie Loui rende questa sensazione vivida senza mai dirlo in modo esplicito, ma declinandola in esperienze che hanno, e stanno, segnando uno dei periodi più caotici della vita di chiunque. Ad occhi scettici i temi potrebbero apparire estremamente banali, quasi da farci dire “ecco un altro album teen pop di lamenti adolescenziali”. Poi parte l’inizio di “Someone Else” ed è chiaro che Andie non si lamenta, anzi, quasi si vanta. 

 

Andie Loui – The Strangest Place (live)

Andie Loui – Another Bad Idea tracklist

  1. Someone Else 04:46
  2. Has He Ever 03:21
  3. Another Bad Idea 03:07
  4. My Nobody 03:34
  5. This Is The Worst Idea 03:05
  6. I Have No Say In This 02:40
  7. The Strangest Place 06:21
  8. Under My Skin 05:05
  9. Maybe 04:28

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