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Recensione : Vanessa Van Basten Yes

Un viaggio tra post-rock e shoegaze con Vanessa Van Basten: “Yes” è la suite emozionale che segna il ritorno della formazione originale del 2026.

La nostra smisurata gioia nel sentire un disco così, una luce bianca che fa stare bene, consapevoli che poi bisogna tornare allontanandosi da quella luce, o forse no, veleggiando in questa bolla calda e accogliente.

Nell’anno di poca grazia 2026 tornano i Vanessa Van Basten nella formazione originaria, con “Yes” su Subsound Records. I Vanessa Van Basten dal loro esordio omonimo del 2005 e ancora di più con “La stanza di Swedenborg” targato 2012 (recensione come sempre dalla vostra fanzine preferita, nota del direttore) hanno cambiato la vita di tante persone grazie ad un suono originalissimo, una carezza oppiacea che coinvolge post-rock, post metal, shoegaze, una componente dark alla The Cure, che infatti omaggeranno con lo splendido ep “Destruction” su Taxi Driver del 2015, e tanto altro.

Il suono del gruppo è uno stupore nel senso più vero del termine, non ha genere, è un fluido che scorre dentro la natura e dentro noi stessi, e questo fluido viene catturato e messo su disco da Morgan Bellini, Stefano Parodi e Roberto Dalla Rocca, la formazione originaria, quella che si connette meglio. Questo nuovo lavoro è un bagno purificatore, ogni nota è intrisa di quel sapore che solo i Vanessa Van Basten sanno dare alle loro creazione musicali, con quella varietà che li fa amare da tantissima gente in maniera trasversale.

Negli anni ho parlato dei Vanessa Van Basten con gente che non avrei mai pensato che potesse ascoltarli, tanto la loro musica emoziona e no ha generi precisi. “Yes” è un ulteriore passo in avanti in un percorso che tocca la bellezza del sentirsi leggeri e persi nel cielo blu, come la bruttura della droga e del disagio, con una bellissima copertina che riassume molto bene in un’immagine cosa siano i Vanessa Van Basten. Ci sono pezzi come “Giornata de legno”, che ricorda la immensa “Giornata de oro” de “La stanza di Swedenborg”, un continuo saliscendi fra emozioni e distorsioni, con il basso che suona come una chitarra, e quel tocco slide della chitarra tipico dei Vanessa Van Basten e che fa impazzire, per quanto è bello, poi come in tante altre loro canzoni, il tutto si incontra ed insieme cresce fino a diventare puro piacere.

Solo i Vanessa Van Basten possono fare un pezzo di oltre tredici minuti intitolato “La vita è la droga della morte”, fra i migliori titoli mai scelti per una canzone, in pratica un disco a sé stante, una suite capolavoro dove ci sono tutti i Vanessa Van Basten e la forza dirompente di questo nuovo disco. Il lavoro si intitola “Yes”, la risposta del gruppo alla domanda se sono ancora capaci di fare un disco come “La stanza di Swedenborg”, è la risposta è un grandissimo sì, come un sì siamo tornati a fare ciò che ci viene meglio, e lo fanno benissimo. Il presente disco è un’esplosione di entusiasmo per essere ritornati assieme a fare musica in tre, e questo aspetto lo si sente benissimo in un disco che è un oceano che cura, che lenisce, che stupisce e fa commuovere. Ci sono cose che hanno le loro tempistiche, e questo momento era quello del ritorno in studio dei Vanessa Van Basten originali, perché la scintilla è tornata e questo era il momento giusto per “Yes”, che è un qualcosa di meraviglioso e di stupefacente, un benessere totale nel disagio.

Normalmente è difficile descrivere un disco, perché la musica è quanto di più soggettivo al mondo, e bisogna avere l’umiltà di dire “non mi piace”, piuttosto che “fa schifo”, ma qui bisogna ascoltare per capire e carpire l’immensità di questo disco, la sua dolcezza, la sua durezza, il suo amore ed il suo odio, la pace, la felicità estrema di essere tornati a fare musica libera assieme, e la nostra smisurata gioia nel sentire un disco così, una luce bianca che fa stare bene, consapevoli che poi bisogna tornare allontanandosi da quella luce, o forse no, veleggiando in questa bolla calda e accogliente.
Vorrei poter dire di più, ma sarebbe totalmente inutile, per cui perdetevi in questo ritorno di uno dei gruppi italiani più liberi e commoventi di sempre.

Vanessa Van Basten Yes Streaming

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Vanessa Van Basten Yes Tracklist

1. Dying In My Bed 06:55
2. Spittincotton 03:25
3. Giornata de Legno 05:38
4. Heartheaven 04:34
5. La Vita è La Droga Della Morte 13:08
6. Nicaragua 07:23

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