KERRY KING
Dopo aver recensito il disco originale, ecco questa Extended Deluxe Edition di “From hell i rise”, in uscita il 19 giugno 2026 a due anni dalla prima pubblicazione, che aggiunge un pezzo in più all’affresco del debutto da solista del chitarrista degli Slayer.
Il tratto aggiuntivo sono cinque demo inediti con le scratch vocals di Kerry King, qualcosa che non è mai uscito dallo studio prima d’ora, non sono solo un gadget per completisti: sono una finestra spalancata sul processo creativo di uno degli autori più significativi del metal degli ultimi quarant’anni. La voce di Kerry nei demo ha quella qualità adolescenziale e arrabbiata che lui stesso descrive come «un punk bianco incazzato», ed è molto interessante ascoltare il processo creativo di King, anche per capire la sua importanza negli Slayer.
Accompagna tutto questo un earbook da collezione limitato a sole 666 copie nel mondo — numero ovviamente non casuale — con due LP, un CD live e un Blu-ray del primo concerto del gruppo al Reggies di Chicago, insomma una expanded edition molto ben corazzata. Un disco che non inventa nulla di nuovo, ma che ci consegna musica satanica, veloce ed incazzata, con il marchio di fabbrica degli Slayer, e soprattutto di Kerry King, uno dei maggior autori del gruppo. Un’ulteriore immersione in un disco molto interessante, e le versioni delle cinque canzoni ridotte all’osso è assai interessante.
XTINGUISH THE CODE
Hardcore metallico di gran classe, dal Bronx gli Xtinguish The Code con il nuovo disco “The Conflict” su Grey Matter Records. La città di New York ha un suo stile di hardcore punk storico, un hardcore punk molto vicino al metal, uno stile che è cominciato negli anni ottanta con i padrini Agnostic Front ed è arrivato attraverso tanti gruppi che hanno tenuto viva la fiamma e non hanno mai fatto morire il New York Hardcore.
Gli Xtinguish The Code provengono dal Bronx, un quartiere che ha vissuto tantissime mutazioni negli ultimi quarant’anni, e il suo nome fa rima con vita di strada, e la strada e la musica qui si incontrano per un disco di hardcore dalle fortissime influenze metal, con intarsi beatdown ed hip-hop. Questo secondo disco degli Xtinguish The Codeè un piccolo capolavoro di cosa sia l’hardcore newyorchese nel 2026, una miscela esplosiva di hardcore, metal e tante altre influenze, per un risultato devastante e molto moderno.
“The Conflict” è un disco che vibra di lotta di classe, di asfalto e di amore per la musica condivisa, rabbia e voglia di raccontare. La produzione è molto precisa e puntuale, il suono esce fuori molto bene, con un groove che in alcuni momenti è simile ai Downset, poi si passa al beatdown o al nu metal iniziale di “Declaration/Doomsday cult”, che poi si trasforma in una cavalcata hardcore metal con influenze hip hop, come altri brani del disco. I membri del gruppo hanno militato in gruppi come Apparition, No Weapon, 4 In The Chamber, e Full Scale Riot, portando tante sfumature di ogni loro gruppo passato, sfumature che si amalgamano assieme per dare un ottimo risultato. Il suono di questo lavoro è fresco, contundente e senza compromessi, con tutti gli elementi che hanno dato vita al New York Hardcore e anche oltre. Solidarietà di classe, un suono ruvido ma con grandi melodie, tradizione ed innovazione, un deciso passo in avanti rispetto agli altri lavori, tutto questo e molto altro è “The Conflict”.
PAPER WALLS
I Paper Walls esistono da quasi un decennio — singoli, contest, un tour europeo nel 2018 che li ha portati in Austria, Slovacchia, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, collaborazioni, una distribuzione con Universal per il singolo “Giuda” nel 2021 — e nonostante tutto questo, “Che Sbatti” si presenta come un primo capitolo organico, il momento in cui tutto ciò che era stato seminato finalmente germoglia in qualcosa di coerente e necessario. Sono di Foggia, Sonia Belvedere, Nicola Renigaldo, Matteo Renigaldo e Angelo Pipoli, e già questo dice qualcosa: fare rock-punk in Italia nel 2026, farlo in italiano, farlo dal Sud e farlo senza apparente vergogna delle proprie radici è già di per sé un atto di resistenza.
“Che Sbatti ” su B Music Records è il disco che molti di noi avrebbero voluto incidere quando il capo ci faceva fare straordinari non pagati, quando il telefono diventava più reale del mondo, quando qualcuno ci chiedeva come stai? senza aspettarsi davvero una risposta. Sonia scrive testi che partono dalla propria esperienza personale per allargarsi al collettivo, e questa è la differenza tra il lamentarsi e il fare arte: il confine sottile tra il diario privato e il manifesto generazionale.
Quindici minuti circa in tutto, cinque brani, niente di più, niente di meno, come quando esplode una bomba dentro un luogo chiuso. Energia ed originalità, consapevolezza e amturità per un suono speciale. Il lavoro di V_Rus alla produzione, al mix e al mastering è pulito e rispettoso del suono della band: non leviga, non ingentilisce, lascia che le asperità rimangano dove devono stare.
Un ep che fa compiere un passo ulteriore ad un gruppo molto interessante, che grazie a questo ep e a questi quindici minuti dovrebbe cominciare a raccogliere quello che merita, e merita tanto, basta ascoltare questo ep per capire quante cose ci siano dentro i Paper Walls. Il disagio, che è quello quotidiano e di tutti noi, e lo sfogo musicale fatto bene, dimostrazione di cosa può ancora fare la musica.










