Recensione : Three Eyes Left – The Cult Of Astaroth

Chitarre ribassate, basso che schiaccia per terra, mentre la batteria ci percuote i neuroni e la voce di un caprone che ci comanda: tutto ciò è pesante, bellissimo e sta in questo disco.

Three Eyes Left - The Cult Of Astaroth - metal

I Three Eyes Left sono un rumoroso ensemble bolognese attivo dal 2004, con la loro miscela di stoner, doom, fuzz e psichedelia pesante.

Dopo alcuni demo ed ep approdano su Go Down Records con due dischi che li mettono sulla cartina delle migliori band del genere. Grazie a queste due uscite suonano molto in giro con gruppi di grosso calibro, riuscendo sempre a farsi notare. Ascoltando The Cult Of Astaroth si intuisce presto il perché: il disco è un concentrato astrale di musica pesante in varie forme, da momenti doom alla Candlemass, allo stoner più marcio, passando per iniezioni di sludge in vena, il tutto fatto con grande equilibrio. Non ci si annoia mai, sia grazie a riff che vengono sparati nell’etere fino a pianeti molto lontani, e con il contributo della sezione ritmica si produce un connubio potente e ritualistico, anche perché l’intero disco parla di culti che per fortuna non si sposano molto bene con le religioni dominanti. The Cult Of Astaroth è un invito ad aprire la mente e a togliere il velo che abbiamo davanti a gli occhi, ascoltare musica pesante che ci può portare a captare la nostra vera essenza carnale. Uno dei pregi maggiori del gruppo bolognese è quello di comporre e suonare canzoni di lunga durata mai noiose, poiché dentro ad esse vi sono momenti, stili e generi diversi. Chitarre ribassate, basso che schiaccia per terra, mentre la batteria ci percuote i neuroni e la voce di un caprone che ci comanda: tutto ciò è pesante, bellissimo e sta in questo disco.

Tracklist
1. Sons of Aries
2. You Suffer… I, the Evil Dead
3. Spiritic Signals Through the Beyond
4. Chants into the Grave
5. The Satanist
6. Demon Cult
7. De Umbrarum Regni
8. Funeral of an Exorcist
9 … And Then God Will Die…

Line-up
Maic Evil – voice-guitar
Andrew Molten – bass
K. Luther Stern – drum

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