Recensione : Black/Lava – Hysteron

I Black/Lava agiscono su di un piano differente rispetto agli altri gruppi, e questo è evidente, in un disco che si pone in una dimensione musicale altera e meravigliosa.

Black/Lava - Hysteron - Recensioni Rock

Elettronica oscura, tenebre pesanti che oscurano il sole cocente che brucia l’asfalto, ricognizione di droni sulle rovine delle città devastate dalle guerre, deprivate dalla vita. I Black/Lava ritornano con “Hysteron” per il miglior collettivo di controcultura in Italia, Toten Schwan.

I nostri fanno un’elettronica con una mentalità metal, potente, diretta, cattivissima e molto cyberpunk. Prendete i Godflesh, il meglio dell’industrial, giri metal e vi avvicinate leggermente al risultato. “Hysteron” è un concentrato di futuro, non è distopia perché descrive abbondantemente il presente tendendo al futuro, e quello che ci riserva non sarà una vacanza, anzi. Il lavoro è composto molto bene, le canzoni si espandono come canti antichi, saturando l’aria. Questo disco potrebbe essere un’ottima colonna sonora per i film di “Dune”, poiché come il ciclo fantascientifico possiede una forte compenetrazione fra antico e futuribile, fra quello che è e ciò che potrebbe essere, in un’alternanza che diventa visione.

E proprio la visione è la cifra stilistica di questo lavoro, si passa da una visione all’altra, il disco è fortemente immaginativo e descrive stti di percezione alterata, come momenti di vivida sofferenza, o di immensa leggerezza e forza immane come “Sigma”, una delle tracce migliori del disco, un vero e proprio sogno cullati dalla bellissima voce di Paola Bianchi, una dei tanti ottimi inospiti del duo Enkil e Fabio Olivero.

I Black/Lava sono una delle cose migliori dell’elettronica estremista italiana, ipnotici, duri e industriali quando serve, eterei e quasi neofolk in altri momenti, in bilico sui confini, dove le cose arrivano prima e si può vedere molto lontano. Ascoltare il disco, fin dai primi bisbigli neuronali di “Incudine” provoca dei cortocircuiti nell’ascoltatore che lo portano a sospendere la normale coscienza per entrare in un ciclo sinaptico differente, quello che la musica fa dalle origini, se non fosse stata sedata e commercializzata.

In fondo questa non è musica ma qualcosa di differente, i Black/Lava agiscono su di un piano differente rispetto agli altri gruppi, e questo è evidente, in un disco che si pone in una dimensione musicale altera e meravigliosa. “Hysteron” regalerà grandi gioie alle anime perse dell’elettronica, e anche ai metallari che sapranno calarsi in un etno cyberpunk molto particolare.

Black/Lava – Hysteron

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