Alè! Sembra proprio che il buon Ty Segall si stia risvegliando dai sogni beat/folk/psych/cantautoriali/proto-prog elettro/acustici che, negli ultimi anni, ne avevano smussato la ruvidezza rock ‘n’ roll e “addolcito” la proposta sonora.
Con le sue nuove uscite, il recentissimo Lp “Chrome” (il diciottesimo complessivo, rilasciato sulla benemerita Drag City) a cui è stata contemporaneamente affiancata pubblicazione di un Ep, “Love Fuzzz / My pet guru“, pare invece che il menestrello californiano – classe 1987 – abbia ricominciato a sentire di nuovo il bisogno di tornare a suonare roba più sanguigna, tornando a sporcarsi le mani con fuzz e chitarre distorte, alternando brani veloci a sorprendenti composizioni elaborate, ma sguaiatamente rumoriste.
Il frontman e polistrumentista di Laguna Beach, coadiuvato dal fido Mikal Cronin al basso, Emmett Kelly alla chitarra e voce, Evan Burrows alla batteria, Ben Boye alle tastiere/piano e Cooper Crain (in fase di mixing, produzione e registrazione del disco) accantona le atmosfere più variegate e “adulte” dei suoi lavori precedenti come “Possession” (realizzato un anno fa) “Three bells” o “Hello, hi” per riabbracciare sonorità più grezze e pesanti, più evolute rispetto al Lo-Fi garage rock degli esordi, coinvolgendo tutta la band nel processo di scrittura delle canzoni (con i plus di Matt Yoka e della moglie Denée Segall, che ha curato anche l’artwork dell’opera) e portando il suo Sixties/Seventies revival in nuovi territori.
Il full length si apre con i synth dell’opener “Hospital“, che dopo pochi secondi vengono sovrastati da chitarroni heavy rock; “Running to nowhere” ha la furia punk/grunge dei Nirvana di “Bleach“, e anche la successiva “Black paint” fa esplodere le casse con due minuti di energico garage/grunge dalle chitarre saturissime. “Glass” è uno psych-rock amfetaminizzato, “Play cowboys” gioca sul dialogo tra tra le chitarre e il piano di Boye, mentre “Everything you’ve been” torna a pestare duro come ai bei tempi, con un garage rock dal muro di suono devastante, perfetto per il pogo sfrenato in sede live. “Let go” farebbe sfracelli se inserita nel repertorio di band come i Queens of the Stone Age, “Separation” sbraca su un hard rock fuzzato che manda in rosso le spie dei volumi, e prepara il terreno per il finale con la title track, sorta di esplosiva orgia hard rock/blues/punk in cui convivono frattaglie di pub rock à la AC/DC (periodo Bon Scott) e Jon Spencer Blues Explosion, per una commistione che sprigiona fuoco e fiamme.
Ma forse è proprio il 12″ Ep a essere più spiazzante e risultare ancora più godereccio (per i nostri timpani sempre vogliosi di lerciume non mainstream). “Love Fuzzz” è il rifacimento di un brano old school garage rock di Ty, “Love fuzz“, spesso riarrangiato già ai concerti, e qui riproposto completamente stravolto e trasformato in dodici minuti di sabba sludge/doom rallentato, slabbrato e iperdistorto alla maniera degli Sleep o Electric Wizard (!) e nella successiva “My pet guru” si costeggiano lidi post-rock, per quattordici dilatati minuti che non avrebbero sfigurato nel catalogo dei Goodspeed You! Black Emperor, con tanto di intermezzi drone à la Sunn O))).
Che botta! Ty Segall abbandona (per il momento) mood introspettivi/riflessivi nella sua musica e finalmente ritorna a sfondare i pedali del fuzz per recuperare parte del sound ruspante degli esordi, mischiandolo alla pesantezza heavy rock dei suoi side project come i FUZZ, riconciliandosi col suo passato, continuando a surfare tra i decenni del R’N’R e ricordandoci il motivo originario per cui lo si ama da oltre tre lustri.
TRACKLIST “Chrome”
1. Hospital
2. Running to Nowhere
3. Black Paint
4. Glass
5. Play Cowboys
6. Everything You’ve Been
7. Let Go
8. Separation
9. Chrome
TRACKLIST “Love Fuzzz”
1. Love fuzzz
2. My pet guru










