ultima uscita per questo prolifico new comer della scena jamaicana. Liriche incnetrate sul rastafarianesimo, ritmi molto belli, un disco sicuramente interessante per chi ama la dancehall che si occupa di far ballare ma anche di far pensare.

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Palmer Generator, Taxology e Imperium Omega aprono tre mondi sonori: post-rock cosmico, psichedelia pugliese e buio industriale da ascoltare senza difese.

I Vanessa Van Basten raccontano Yes, il ritorno alla formazione originaria, tra post-rock, luce, ombra e magia sonora tutta genovese. Da brividi veri.

Questo è “Carvada”, ciò che rimane in dissolvenza, musica per un posto che non c’è ma anche per una terra che c’è ancora, bellezza e suoni che accarezzano.

Alternative molto vario e di grande qualità da Milano, un assalto lo-fi punk crust sludge dagli Usa profondi e un ottimo disco di grunge metal dall’Ungheria.