Recensione : The Black Flamingo – AN-NÛR

The Black Flamingo: un ottimo esordio di psichedelia pesante, tantissime trame interessanti e ottime sensazioni.

The Black Flamingo - AN-NÛR - Recensioni Rock

Debutto discografico su Subsound Records per il trio romano dei The Black Flamingo, formato da Tiziano Giammichele già nei Cielo Drive e nei Camion, Mattia Lolli ex The Whirlings e Matteo Nuccetelli già nei Mad Roller e che sostituisce il fondatore Erio Destratis partito per un lungo nomadismo.

La proposta musicale del trio è una psichedelia molto pesante e protratta, loop assai distorti per un magma strumentale molto affascinante e che cattura subito con i suoi giri infiniti e una profondità espressiva molto marcata.

La bellezza dei The Black Flamingo risiede proprio nell’impasto sonoro ad alta intensità che avvolge l’ascoltatore portandolo molto vicino all’estasi inseguendo quella luce che sta nel titolo arabo e che è la ragione della nostra esistenza, ovvero catturare e apprendere ciò che ci può elevare, come in queste jams trasposte in canzoni ma che potrebbero benissimo formare un unicum molto organico.

Distorsoini, riffs potentissimi e la potenza che si trasforma in eterea leggerezza per raggiungere altezze difficilmente raggiungibili altrimenti. Sono molti, a partire dal titolo, i riferimenti alla cultura araba, come la ricerca di portare l’ascoltatore a guardare il mondo in maniera differente, senza quegli steccati tipicamente occidentali come nella traccia “ Tredici”.

Il viaggio è una componente fondamentale della poetica dei The Black Flamingo, un trio che porta il sogno in musica e viceversa, ampliando le nostre coscienze per cercare qualcosa che ci è vicino ma che non riusciamo a vedere e quindi a vivere. Un ottimo esordio di psichedelia pesante, tantissime trame interessanti e ottime sensazioni.

The Black Flamingo

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