Bentornata, gentaglia di poca fede, eccoci qui riuniti per un nuovo appuntamento con “Songs The Web Taught Us“, il primo di questo nuovo e nefasto anno dilaniato da genocidi e un numero sempre crescente di guerre senza fine. Passata la mammasantissima Pasqua e salutata la resur(e)rezione del nostro principale, vi siete abbuffati di uova e colombe eeeeh? E invece il vostro Reverendo ha continuato a portare avanti il consueto tour mondiale di rosari e sermoni gospel in supporto alla musica del nostro vescovo (che tra l’altro a giugno suonerà anche nel nostro Paese) e allora non perdiamo il “flow” e procediamo con una nuova infornata di di musica “altra” consigliata da ascoltare, tra cui tanta proveniente dalle viscere del nostro “Bel Paese”.
Iniziamo la nostra carrellata coi THUNDER BOMBER, band formatasi a Mantova nel 2009 e che, nel corso degli anni, ha avuto un percorso comune a tanti gruppi (underground e non) tra diversi cambi di formazione, peripezie varie, apparizioni in compilation e una manciata di Ep all’attivo, fino ad arrivare, quest’anno, alla realizzazione del primo vero long playing propriamente detto, “Boys alive“, uscito per Cheat records e la neonata label Total 13 records. La musica del combo lombardo (“Pane“, “Gianni“, “Gabrihell“, “Mondo” ed “Enza“) è un rock ‘n’ roll che osa in più direzioni, spaziando dal proto-punk (Stooges, MC5, New York Dolls/Johnny Thunders) al blues, da echi stoner all’hardcore e l’high-energy R’N’R di matrice scandinava (senza dimenticare chi l’aveva originata, i Radio Birdman) non disdegnando il ricorso ad armonica e synth ove la situazione lo richieda. Nove brani ispirati (che raccontano di disagi esistenziali in un presente fortemente tecnologizzato e disumanizzante, tra miserie quotidiane, fallimenti, apocalissi sentimentali e notti sbagliate) che infiammano una scena mantovana che, tra A/lpaca, Bee Bee Sea e altri gruppi, dimostra di essere ben viva e batte un altro colpo coi Thunder Bomber.
Restiamo in Lombardia e ci spostiamo a Bergamo, dove troviamo i CRIMSON GHOST (da non confondere col quasi omonimo gruppo tedesco) combo horror punk creatosi nel 2013, inizialmente, come tributo ai Misfits (e i nostri, infatti, hanno preso spunto da una canzone e dal simbolo iconografico dei maestri pionieri dell’horror punk mondiale per la scelta del loro moniker) per poi evolvere in una band vera e propria e un progetto a sé stante che, da un decennio a questa parte, ha visto cambiare la line up per stabilizzarsi, oggi, in un quartetto composto da Chiara (frontwoman, nonché enciclopedia vivente riguardo a tutto lo scibile umano prodotto nella cinematografia horror) Damiano (basso) Daniele (batteria) e Ferdinando (chitarra). I quattro vanno scena coi volti truccati (ovviamente, Misfits docent) ma è la musica a conquistare chi porta nel cuore il punk rock (che tuttavia non disdegna variazioni e divagazioni sonore) unito a un immaginario lirico a tema horrorifico. Il gruppo, oltre a suonare dal vivo, è discograficamente impegnato nella realizzazione di una trilogia di Ep che parleranno di temi cari all’horror classico: licantropia (con l’Ep “Lycantrophy” pubblicato a inizio anno) vampirismo (“Vampirism“, rilasciato il mese scorso) e il tema stregoneria, che verrà trattato prossimamente. Nell’attesa, vi proponiamo l’ascolto della loro uscita più recente, “Vampirism“, e occhio a non farvi squartare da qualche serial killer. Pota!
Dalla Lombardia ci spostiamo in Emilia, precisamente a Bologna, una città che regala sempre soddisfazioni in ambito musicale underground. Questa volta il vostro Reverendo esce un po’ dal seminato andando a immergersi in acque vicine alla techno music (imbastardita con la new/synth wave di fragranze synthetiche tra New Order, Front 242, DAF e i nostrani Pankow) sonorità proposte dai SACHERTORTE, duo DIY formato da Angelo Sava e Gianluca Modica, con all’attivo due Ep autoprodotti, dei quali vi presentiamo l’ultimo, “Venus de Milo“, uscito a inizio 2026, un romantico concept a misura di clubbing notturno tra atmosfere inglesi e berlinesi, per commuoversi e ballare l’EBM sotto le luci strobo, per poi prendere d’assalto le pasticcerie alle sei di mattina in fame chimica per sfondarsi, naturalmente, di torta Sacher.
Proseguendo nel solco elettronico, ma cambiando regione, ci spostiamo nelle Marche dove, da Macerata, arrivano i MATA, progetto nato nel 2015, oggi forgiato in un terzetto (Alessandro Bracalente – electronics, samples, chitarra, voce; Mauro Mezzabotta – basso, electronics; Emanuele Sagripanti – electronics e percussioni) coadiuvato dal contributo tecnico del producer, fonico e polistrumentista Manuel Kopf. Il loro universo sonoro può definirsi un “rave rituale e postumano”, nel quale i Mata mettono in scena un viaggio onirico fatto di danze tribali e violenza elettrica, dove il calore del ritmo primordiale si scontra con il freddo delle macchine. All’inizio di quest’anno è stato pubblicato il loro ultimo lavoro discografico (uscito per CAER e Geertruida) dal lunghissimo titolo, “Dreaming is a Combination of juxtaposed Images and Sensations resulting from predictive Calculations“, un tribalismo cyberpunk rumorista descritto come un’esperienza trasversale tra linguaggi infiniti, un’opera ostica che si nutre dell’ambiguità dei contrasti per generare caos catartico, che concede poco o nulla alla melodia e fa sprofondare le vostre anime in una macilenta e assassina palude spirituale. E il Reverendo, in questo caso, non garantisce sulla vostra redenzione.
E chiudiamo volando al di là dell’Atlantico e atterrando negli States, a Sacramento, luogo in cui sono di stanza i JEWELRY, giovane terzetto (Aidan Jacques alla chitarra e voce, Vanna Rose al basso e voce e Sal Stinson alla batteria) formatosi nel 2024 e che, inizialmente, aveva un altro moniker, Killgurls, che poi è stato cambiato l’anno scorso. I ragazzi californiani, dopo aver rilasciato alcuni singoli, hanno debuttato – agli albori del 2026 – con un Ep, “Powder” (uscito su Adventure cat records) e il loro sound è fortemente radicato nell’indie/alternative rock di fine Eighties/inizio Nineties, con il santino di Nirvana, L7, Sonic Youth, Pixies, Hole e Smashing Pumpkins a fare da guida ispirativa, per un wall-of-noise che riscalderà il cuore di chi è cresciuto ascoltando certe sonorità.
Come sempre, cari discepoli/e, prendete e ascoltatene tutti, spargete il verbo e acquistate anche, se potete. Rito e ritmo. Fuzzamen!










