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The Cramps, in arrivo un lost album

La notizia è di quelle importanti, e riguarda una delle band più iconiche del rock ‘n’ roll statunitense e mondiale, i Cramps, che tornano a essere protagonisti di una campagna di ristampe e, a sorpresa, dell’imminente uscita di un intero album di registrazioni inedite.

Da quanto si è appreso, infatti, la leggendaria psychobilly band originaria della California (orfana, dal 2009, del suo vulcanico frontman Lux Interior, e il cui ultimo studio album risale al 2003 con “Fiends of dope island“, prima dell’inevitabile scioglimento avvenuto in seguito alla dipartita di uno dei suoi membri fondatori) attraverso la storica chitarrista Poison Ivy Rorschach, e in collaborazione con due pilastri dell’hardcore punk americano come Henry Rollins e Ian MacKaye, rivivrà e arricchirà il proprio catalogo di nuove uscite discografiche (tra novità assolute dal materiale d’archivio e nuovo merchandising, attraverso un accordo con la Easy Partners company) con l’annuncio del lancio della label The Cramps, Inc. (che, oltre alla Ivy, vede la partecipazione del fondatore della In The Red Recordings, Larry Hardy, e del film producer Jimmy Maslon, amici di vecchia data del combo di Sacramento) e del ripristino delle attività della Vengeance Records (etichetta fondata dagli stessi Cramps). Rollins e MacKaye hanno preso parte al progetto sotto la sigla RAM Prod., occupandosi del recupero di nastri, missaggio e mastering del materiale restaurato from the vaults, in una partnership con gli Inner Ear Studios in Virginia e Infrasonic Sound a Nashville.

La prima release di questa campagna partirà subito col botto, con la pubblicazione, prevista per il 21 agosto, di “Gravest gravy“, un vero e proprio “lost album” di incisioni inedite registrate dalla prima incarnazione dei Cramps (Lux Interior alla voce, Poison Ivy e Bryan Gregory alle chitarre e Nick Knox alla batteria) nell’ottobre 1977, e cioè tre anni prima del debutto sulla lunga distanza col folgorante esordio “Songs the Lord taught us“, che prese il fuoco del primo punk rock e lo imbastardì col blues, il garage rock dei Sixties, il rockabilly, surf, voodoo e il fantasma del cadavere di Elvis Presley ancora caldo, portando il rock ‘n’ roll a un ulteriore livello di depravazione, con l’immaginario del gruppo che fondeva una marcata tensione sessuale e un immaginario trash da B-movies horror slasher.

Entrambe le produzioni avevano in comune il producer: nelle due opere, infatti, c’era lo zampino del musicista e icona indie rock Alex Chilton, che aveva lavorato coi Cramps anche per le sessioni di registrazione precedenti al summenzionato “Songs…”, e quindi era presente la sua mano anche su “Gravest gravy” (oltre ai due 7″ “Surfin’ Bird”/”The Way I Walk” e “Human Fly”/”Domino“, poi raccolti nell’Ep “Gravest hits“) che contiene dodici brani proposti in versioni differenti di pezzi poi pubblicati in album o compilation, già riscoperti nel 1989 da Ivy e Lux e valutati per una realizzazione, che poi è rimasta nei cassetti, fino ai ritrovamenti odierni e la supervisione di Rollins e MacKaye. E’ stato condiviso anche il videoclip dell’opener “TV set” (realizzato da Jason Willis).

Saranno previste, in futuro, anche le reissues di “Gravest Hits”, “A Date With Elvis“, i live album “Smell of female” e “RockinnreelininAucklandNewZealand“, “Stay Sick!“, “Look Mom No Head!“, “Big Beat From Badsville“, “Fiends of Dope Island” e la compilation “How to Make a Monster“.

Di seguito artwork, tracklist dell’album e streaming del brano.

The Cramps, In Arrivo Un Lost Album The Cramps

1. TV Set (1977 Version)
2 . Weekend On Mars (1977 Version)
3. Twist & Shout (1977 Version)
4. Jungle Hop (Kip Tyler cover) (1977 Version)
5. I Can’t Hardly Stand It (1977 Version)
6. Hungry (Paul Revere and the Raiders cover) (1977 Version)
7. The Natives Are Restless (1977 Version)
8. Domino (1977 Version)
9. Can’t Find My Mind (1977 Version)
10. Rockin’ Bones (Ronnie Dawson cover) (1977 Version)
11. Problem Child (Sam Phillips cover) (1977 Version)
12. Rocket In My Pocket (Jimmy Lloyd cover) (1977 Version)

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La scena dell’estremo ponente ligure è, da sempre, in continuo e costante fermento. Dalle zone frontaliere abbiamo spesso ricevuto ottime notizie e sfiziose vibrazioni.