A fine luglio sono uscite per Reigning Phoenix Music le ristampe rimasterizzate di due dischi dei Meshuggah, “Destroy Erase Improve” e “Catch Thirtythree”, usciti in origine rispettivamente nel 1995 e nel 2005.
“Destroy Erase Improve”, pubblicato nel 1995 dalla Nuclear Blast Records, esce in questa nuova edizione “30th anniversary”, con un suono ripulito e una copertina alternativa. Il disco era la seconda prova sulla lunga distanza in studio per il gruppo svedese, e rappresentò un autentico spartiacque, sia per il gruppo che per il metal estremo e progressivo. Il suono in questo disco era qualcosa che non si era mai ascoltato, innovativo ed estremo, un suono magmatico che coniugava ordine e caos, metal e jazz, in una maniera che diede nuova linfa al metal progressivo, aprendo nuove ed infinite possibilità. Il suono di “Destroy Erase Improve” ritorna qui in una veste rinnovata ed ancora più potente, un tornado musicale, la teoria fisica del caos messa in musica.
I Meshuhggah con questo disco producono nuovi tasselli del metal estremo e li ricompongono con altri di altre correnti musicali, creando tempi e tematiche musicali totalmente nuovi e spiazzanti. Prog, djent, math, jazz, fusion e metal moderno trovano qui un nuovo universo dove scorrazzare e inventare qualcosa di nuovo, e proprio con questo disco comincia la vera avventura musicale dei Meshuggah nella maniera che conosciamo e che stanno ancora portando avanti. Il ritorno con una nuova veste musicale e artistica per uno dei dischi più importanti del metal degli anni novanta, un periodo forse irripetibile per il metal e non solo.
“Catch Thirtythree” uscito nel 2005 sempre per Nuclear Blast Records, e qui rinnovato graficamente e rimasterizzato nella “20th Anniversary Edition”, è un passaggio ulteriore nella sperimentazione musicale del gruppo svedese. Una composizione continua di 47 minuti divisa in 13 movimenti, costruita attorno a una ripetizione ipnotica, illusioni ritmiche mutevoli, un lavoro immenso alla chitarra a otto corde per un risultato unico e totalmente altro. Per raggiungere la massima libertà artistica i Meshuggah si sono autoprodotti questo disco, che è anche l’unico disco della band costruito interamente con batteria programmata, utilizzando la tecnologia Drumkit From Hell di Toontrack come parte del suo design essenziale e futuristico.
La ricerca senza sosta dei Meshuggah qui raggiunge forse il suo apice, un disco straniante e totalmente anti commerciale, anche se poi in realtà andò bene perché i Meshuggah hanno uno stuolo molto fedele di seguaci. Come e più di altri dischi, “Catch Thirtythree” fotografa un gruppo che non lascia nulla al caso, un gruppo che è sempre più immerso in universi freddi e distaccati, che nel 2005 sembravano distopici, mentre ora sono il nostro presente e futuro quotidiano. In questo lavoro, qui rimasterizzato e con un’altra copertina rispetto all’originale, gli svedesi raggiungono vette molto alte, e totalmente sperimentali, confermando il loro ruolo di sciamani metal estremi e progressivi.










