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Recensione : Khrophus – Presages / Eyes of Madness

Gli ultimi due album dei Khrophus vengono ripresi in questa interessante uscita.

Khrophus - Presages / Eyes of Madness - death

Presages/Eyes Of Madness racchiude le ultime due uscite discografiche dei devastanti deathsters brasiliani Khrophus e si rivela molto utile per tastare il polso alla scena estrema sudamericana.

La band infatti è attiva dai primi anni novanta, periodo d’oro del genere un po’ in tutto il mondo, ed ovviamente anche nel paese verde oro, da sempre molto ricettivo per i suoni metallici con particolare attenzione per quelli estremi di stampo death.
Erano anno che impazzavano i Sepultura, senza dubbio la band metal più famosa e longeva proveniente dal Brasile, mentre negli Stati Uniti la scena floridiana risplendeva dei suoni brutali della Bay Area, quindi i Khrophus si identificano in quelle band che seguirono la strada tracciata dai gruppi più famosi, creandosi il loro seguito nella scena underground.
Gli ultimi due album, datati 2009 (Presages) e 2013 (Eyes Of Madness), sono ripresi in questa uscita che risulta interessante, specialmente per gli amanti del genere dai gusti assolutamente old school: due opere dal mood abissale, soffocanti come il miglior death metal di scuola Morbid Angel, pesantissimo nelle ritmiche spesso rallentate per poi ripartire in un armageddon di suoni violentissimi.
Un growl animalesco ed uno scream che compare come un demone dall’oscurità accompagnano il death metal dei Khrophus, band che senza apparire irrinunciabile non mancherà di soddisfare gli appassionati del genere.

TRACKLIST
1.Dominated
2.Symbols or Not?
3.Of the Elders
4.Statues
5.Returning to Apollo… Resurrecting from the Darkness
6.Fisher of Souls
7.Slaves of Hunger
8.Spirits
9.Smoke Screen
10.Dead Face
11.By the Sun
12.Interposition
13.Forbidden Melodies
14.The Book of the Dead
15.Lost Initiations
16.Master of Shadows
17.Harvest (Eyes of Madness)
18.Chimeras

LINE-UP
Adriano Ribeiro – Guitars
Alex Pazetto – Vocals, Bass
Carlos Fernandes – Drums

KHROPHUS – Facebook

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