The Queen Is Dead Volume 238 – Galvanist, Vintregal, Feralia – recensione

Galvanist, Vintregal, Feralia: Progressive death metal potentissimo e catartico, black metal ucraino senza compromessi e uno dei migliori gruppi del black metal attuale.
Galvanist, Vintregal, Feralia

Progressive death metal potentissimo e catartico, black metal ucraino senza compromessi e uno dei migliori gruppi del black metal attuale.

GALVANIST

“The silence between stars” su ATMF è il secondo e nuovo lavoro degli americani Galvanist provenienti dal Montana, uno degli stati degli Usa meno conosciuti ma più affascinanti.

Questi americani propongono un blackened doom metal con molti intrecci con il progressive death metal e tanta sperimentazione, i Galvanist propongono un qualcosa di molto particolare, musica estrema radicalmente diversa e con profonde radici nell’occultismo. Il disco è un’esplorazione non lineare tra la vita e la morte, tra i vari capisaldi che regolano la nostra vita, una ricerca di senso nelle intersezioni e negli spazi liminali, là dove non riusciamo ad arrivare se continuiamo a ragionare con la ragione comune progressiva. La drammatizzazione in musica dei Galvanist ha un’intensità pazzesca, un continuo rimando fra pieno e vuoto, con giri di chitarra che si perdono nello spazio infinito, il disco ti si incolla addosso e non ti molla mai, come uno spirito che ti succhia energia ma te ne rende ancora di più, un’energia che entra differente rispetto a quella uscita. L’incedere di “The silence between stars” è epico e al contempo intimo e coinvolgente, profondo e fortissimo.

Ascoltare questo disco è un’esperienza sonora e spirituale molto potente, a volte si finisce quasi svuotati dopo canzoni di oltre otto minuti che sono ponti fra noi e altre dimensioni, anche e soprattutto quelle più dentro di noi, negli angoli più nascosti del nostro essere e della nostra reale identità, che forse non esiste nemmeno.

Questa musica è scritta con sensibilità, quel sentimento che solo chi ama e fa certa musica estrema riesce a sublimare in questa maniera, portando questo disco nel ristretto novero di quei lavori che toccano dentro perché trovano strade dentro di noi che nemmeno noi conoscevamo. Un secondo disco assai notevole per questo gruppo che ha una capacità enorme di farci vedere cosa intendono, di portarci davanti ai loro e ai nostri demoni, per farci rivivere e rinnovare, antichissima opera alchemica per farci ascoltare il silenzio delle stelle nell’universo.

GALVANIST – THE SILENCE BETWEEN THE STARS – STREAMING

GALVANIST – THE SILENCE BETWEEN THE STARS – TRACKLIST

01. Bornless (01.02)
02. Atrophy (09.32)
03. Dreich (10.02)
04. Hauntology (07.52)
05. Spiorad (10.52)

VINTREGAL

“Назустріч Останньому Світанку”, tradotto in italiano dall’ucraino significa “Verso l’ultima alba”, è l’ep di debutto degli ucraini Vintregal sull’italiana ATMF. Il gruppo propone un black metal tipico sia dell’est europeo che della seconda e terza ondata scandinava, il tutto con una forte connotazione pagan. Il disco in meno di mezz’ora condensa molte cose notevoli, sia musicalmente che dal punto di vista dei testi. Il lavoro parla della capacità di resistenza e del coraggio di un popolo che combatte per la propria sopravvivenza, di momenti brutti ma anche di una fratellanza ritrovata. Il tutto viene narrato attraverso i codici e la musica del black metal classico, suonato molto bene, con cuore e cervello.

I Vintregal non sono il solito gruppo black dell’Est Europa, hanno quel qualcosa in più in fase compositiva e di esecuzione che gli permette di elevarsi rispetto alla media. Questo ep di esordio è un ottimo punto di partenza, un mostrarsi al mondo, portando avanti il loro pagan black metal. Il gruppo ucraino ha poi una forte connotazione pagan, sia nei testi che nella musica, e ciò si integra molto bene nel loro discorso musicale. In definitiva un ottimo esordio, un ottimo disco di pagan black metal come non se ne sentivano da tempo.

VINTREGAL -Назустріч Останньому Світанку- STREAMING

VINTREGAL -Назустріч Останньому Світанку- TRACKLIST

1. Wolf’s Heart / Вовче Серце 05:28
2. Steadfastness! / Непохитність! 06:20
3. After the Sun.. / Після Сонця.. 03:33
4. And the Land Stands! / І Стоіть Земля ! 05:40
5. Sons of Winter / Сини Зими 06:18

FERALIA

I Feralia, entità italo-svedese che da tempo solca sentieri oscuri e personali, tornano con “Ultima Requies” su ATMF, terzo full-length che conferma la loro capacità di forgiare un black metal fuori dagli schemi, capace di unire la brutalità più viscerale a una profondità contemplativa che pochi riescono a toccare.

Questo disco non è un semplice album: è un rituale. Un viaggio tra stregoneria, esoterismo e le pieghe più oscure della tradizione spirituale romana antica, con l’artwork che reinterpretando il rituale necromantico di Erichto, la strega tessala temuta perfino dagli dèi, capace di risvegliare i soldati caduti nei campi di battaglia, ne incarna perfettamente lo spirito. La morte non è un punto di arrivo, ma una soglia verso una conoscenza proibita, e ogni nota di “Ultima Requies” sembra volere aprire quella porta.

Musicalmente, i Feralianon tradiscono le attese: intensità e contemplazione si bilanciano in un equilibrio perfetto. I riff sono taglienti come lame, le atmosfere dense e avvolgenti, la produzione, curata nei minimi dettagli ai Darkwoods Studios, restituisce un suono potentissimo, capace di essere sia immediato che senza tempo. Ballata Avernale apre il disco con una forza devastante, mentre “Pharsalia” e “Miasma” portano l’ascoltatore in un vortice di emozioni contrastanti, tra rabbia e malinconia, caos e ordine.

Ogni traccia è un passaggio, un’evocazione di riti dimenticati, stati liminali, la tensione tra vita e morte, presenza e assenza.

“Ultima Requies” è un disco molto importante. Non solo per la musica, non reinventa il genere ma lo esprime con una fisicità e una profondità rare, ma per ciò che rappresenta: un manifesto di come il black metal possa ancora essere pericoloso, intellettuale e viscerale allo stesso tempo. I Feralia, con questo lavoro, si pongono tra le realtà più interessanti della scena attuale, capaci di guardare sia indietro che davanti, senza mai tradire la propria identità.

L’artwork di Francesco Gemelli – una reinterpretazione cupa e suggestiva del mito di Erichto – è la ciliegina sulla torta di un album che non si limita a suonare bene, ma racconta, emoziona, disturba.

FERALIA -ULTIMA REQUIES- STREAMING

FERALIA -ULTIMA REQUIES- TRACKLIST

  1. Ballata Avernale 8:01
  2. Ver Sacrum 8:50
  3. Pharsalia 9:22
  4. Empireo 5:20
  5. Marpiter 6:57
  6. Defigere 8:47
  7. Miasma 6:27

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