Le origini del death metal: dalla Florida al mondo
Negli anni ’80 il death metal arriva come parente cattivo del thrash: più sinistro, più violento, senza compromessi. La strada la aprono gli apripista dell’estremo: Slayer e Kreator spingono il thrash oltre il limite, gli svizzeri Hellhammer e Celtic Frost portano un’oscurità che nel black metal e nel death lascerà il segno. Nel 1985 i californiani Possessed pubblicano “Seven Churches”, che chiude con un brano intitolato proprio “Death Metal”: è ancora thrash, ma il nome del genere è già lì.
Il death vero e proprio però nasce in Florida. Band come Death, Obituary, Morbid Angel, Deicide e Massacre scrivono suono ed estetica del genere una volta per tutte, e molti di quei dischi passano dai Morrisound Recording di Tampa, con Scott Burns in regia. “Scream Bloody Gore” dei Death (1987), “Altars of Madness” dei Morbid Angel e “Slowly We Rot” degli Obituary (entrambi del 1989) non sono solo dischi fondativi: sono il collante di una scena che cresce a colpi di tape trading. La storia completa la raccontiamo in Made in Florida: alle origini del death metal.
Dalla fine del decennio il genere si allarga: in Inghilterra i Napalm Death arrivano dal crust punk e inventano il grindcore, i Carcass partono dal grind per arrivare a un death sempre più melodico, e in Svezia At the Gates e compagni preparano la svolta melodica degli anni ’90.
Death, la band di Chuck Schuldiner
Quando qualcuno cerca “death band” di solito cerca loro: i Death, il gruppo che più di tutti ha definito il genere e poi lo ha portato più lontano di chiunque altro. Li guida Chuck Schuldiner, chitarrista e cantante, unico membro fisso in una formazione che cambia quasi a ogni disco.
I primi due album, “Scream Bloody Gore” (1987) e “Leprosy” (1988), sono death metal allo stato puro: riff marci, testi horror, produzione grezza. Poi Schuldiner cambia rotta. Con “Spiritual Healing” (1990) e soprattutto “Human” (1991), registrato con Paul Masvidal e Sean Reinert dei Cynic e con Steve DiGiorgio al basso, il death diventa tecnico e i testi passano dal gore alla riflessione su società, mente e morte. “Individual Thought Patterns” (1993), “Symbolic” (1995) e “The Sound of Perseverance” (1998) completano una discografia senza un disco debole.
Chuck Schuldiner muore il 13 dicembre 2001 per un tumore al cervello, a 34 anni. Nessuno lo ha mai sostituito: i Death finiscono con lui, ma quasi tutto il death tecnico e progressivo venuto dopo parte da quei sette dischi.
Caratteristiche del Death Metal
Il death metal ti travolge e basta: riff veloci e pesanti che si incastrano con una batteria devastante fatta di doppia cassa e blast beat, un muro di suono che non lascia scampo.
Le chitarre sono accordate basse, spesso ribassate di uno o più toni, e il basso distorto dà profondità e groove. Sopra c’è il cantato gutturale, il growl, che rende la voce quasi uno strumento in più. Roba oscura, ma che dal vivo diventa catarsi pura: ogni concerto è un rito ad alta adrenalina.
I testi vanno dritti nel buio: morte, violenza, horror raccontati senza filtri. Ogni band ha la sua ossessione: il gore splatter dei Cannibal Corpse, il satanismo dichiarato dei Deicide, l’occultismo e le mitologie antiche dei Morbid Angel, mentre i Death dopo i primi dischi passano a temi esistenziali.
E non finisce alla musica. Copertine horror e splatter, logo illeggibile, immaginario da film dell’orrore: l’estetica del death è fatta così. Il corpse paint, il trucco da cadavere, appartiene invece al black metal ed è uno dei modi più semplici per distinguere le due scene.
Sottogeneri del Death Metal
Il melodic death metal gioca su melodie che ti restano in testa e armonie di chitarra, con il growl a fare da contrasto. Nasce a Göteborg con At the Gates, In Flames e Dark Tranquillity: “Slaughter of the Soul” degli At the Gates e “The Jester Race” degli In Flames ne sono i manifesti. Il technical death metal va invece dritto sul virtuosismo e sulle strutture complesse: dopo i Death di “Human” e i floridiani Cynic e Atheist, i tedeschi Necrophagist e Obscura spingono la tecnica al limite, e “Epitaph” e “Cosmogenesis” lo dimostrano.
Sul fronte opposto c’è il brutal death metal: brutalità sonora, riff massicci, batteria martellante.
Qui comandano i newyorkesi Suffocation e i Cannibal Corpse, nati a Buffalo e poi trasferiti in Florida, con “Effigy of the Forgotten” e “The Bleeding” a schiacciarti. Chi vuole atmosfera va sul death doom, lento e pesante: in Inghilterra la Peaceville Records lancia My Dying Bride, Paradise Lost e Anathema, e “Turn Loose the Swans” dei My Dying Bride resta un riferimento.
Infine il blackened death metal salda la ferocia del death con l’oscurità del black metal, come fanno i Behemoth in “The Satanist”. Ogni sottogenere ha la sua sfumatura, ma la radice è la stessa: potenza e intensità.
Scene Locali e Internazionali
La Svezia ha due scene distinte. A Stoccolma Entombed e Dismember inventano quello che tutti chiamano “Swedish death metal”: chitarre ruvide e sature, ottenute con il pedale Boss HM-2 e registrate spesso ai Sunlight Studio di Tomas Skogsberg. “Left Hand Path” degli Entombed (1990) e “Like an Ever Flowing Stream” dei Dismember (1991) sono i dischi da cui partire. A Göteborg invece nasce il melodic death di cui parliamo sopra.
In Finlandia il death prende presto altre strade: gli Amorphis partono dal death e con “Tales from the Thousand Lakes” (1994) lo aprono a melodie e testi presi dal Kalevala, i Children of Bodom lo mescolano con il power metal. Il Tuska Open Air di Helsinki è ormai un rito per i fan.
Il Regno Unito ha tirato fuori un death crudo e diretto con Carcass e Bolt Thrower, che hanno cresciuto generazioni di musicisti. Dietro molti di questi nomi c’è la Earache Records di Nottingham, che ha pubblicato anche Morbid Angel ed Entombed. Oggi il punto d’incontro della scena inglese è il Bloodstock Open Air.
La scena italiana
Anche l’Italia ha una storia death di tutto rispetto. Dagli anni ’90 i genovesi Sadist mescolano death e tastiere progressive già dal debutto “Above the Light” (1993), mentre gli Electrocution di Bologna e i Natron di Bari tengono viva la linea più old school. Più di recente sono arrivati gli Hour of Penance da Roma e i perugini Fleshgod Apocalypse, che uniscono technical death e orchestra e oggi suonano in tutto il mondo. Il quadro completo è nella nostra guida alle band metal italiane.
Ogni scena porta con sé le proprie radici culturali oltre a quelle musicali, e il risultato è un mosaico che continua a muoversi e a sorprendere.
Death Metal Oggi: Nuove Tendenze e Evoluzione
Il death metal oggi tira parecchio, con gruppi che ne sfondano i confini a colpi di esperimenti. Sentire il death mescolarsi a progressive, jazz o elettronica non è più un’eccezione.
Gli americani Blood Incantation e i canadesi Tomb Mold rileggono il vecchio death aggiungendoci strutture intricate e atmosfere più rarefatte, e così portano dentro anche chi di solito il death non lo ascolta.
Sul versante tecnico c’è una nuova generazione che porta il virtuosismo all’estremo: i canadesi Archspire e gli americani Vale of Pnath.
Hanno tutta la ferocia del genere, ma la caricano di tecnica e di testi meno scontati. È un ritorno alle origini che allo stesso tempo apre il death verso qualcosa di più affilato.
Iyezine e il Death Metal: Approfondimenti e Recensioni
Su IYEZINE il death metal lo seguiamo dal 1999, soprattutto quello che passa sotto i radar: demo, autoproduzioni, etichette piccole, band italiane che meritano più ascolti di quelli che hanno.
Nell’archivio trovi le recensioni dei dischi, le interviste e gli approfondimenti storici, come quello sulle origini del death in Florida e quello sui Napalm Death.
Generi correlati: se cerchi sonorità affini, dai un’occhiata alle nostre guide al melodic death metal, al grindcore, al thrash metal e al doom metal.
SUPPORTA IYEZINE
È un genere metal estremo nato negli anni ’80 come evoluzione violenta del thrash: riff aspri e pesanti, batteria velocissima con doppia cassa e blast beat, e voce gutturale (growl). La scena della Florida, con band come Death e Morbid Angel, ne ha definito suono ed estetica.
Tra le formazioni fondative ci sono Death, Obituary, Morbid Angel, Deicide e Massacre in Florida, Entombed e Dismember in Svezia, Carcass e Bolt Thrower in Inghilterra. Album come “Scream Bloody Gore” dei Death e “Altars of Madness” dei Morbid Angel sono considerati pietre miliari del genere.
I Death sono la band della Florida guidata da Chuck Schuldiner, considerata tra le fondatrici del death metal. Hanno pubblicato sette album, da “Scream Bloody Gore” (1987) a “The Sound of Perseverance” (1998), passando dal death più crudo a quello tecnico e progressivo. Il gruppo si è chiuso con la morte di Schuldiner nel 2001.
I principali sono melodic death metal (At the Gates, In Flames), technical death metal (Necrophagist, Obscura), brutal death metal (Suffocation, Cannibal Corpse), death doom (My Dying Bride, Paradise Lost) e blackened death metal (Behemoth).
Il death metal è il genere originario, tutto riff, velocità e voce gutturale. Il deathcore ne è una derivazione più recente che fonde il death metal con l’hardcore, introducendo breakdown e strutture più vicine al metalcore.
Nasce a Stoccolma alla fine degli anni ’80, con Entombed e Dismember: chitarre sature ottenute con il pedale Boss HM-2 e registrazioni ai Sunlight Studio di Tomas Skogsberg. Il melodic death di Göteborg (At the Gates, In Flames, Dark Tranquillity) è una scena diversa, arrivata qualche anno dopo.










