Siamo arrivati al numero 200, grazie a tutti quelli che ci leggono e lasciamo la parola come al solito alla musica, con un gran disco di stoner desert dalla Grecia, poi un bel disco heavy rock dalla Francia e si chiude con raw black metal medioevale in antico catalano.
FUZZING NATION
“Mothertruck” su Octopus Rising è il nuovo disco dei greci Fuzzing Nation, un gruppo che fa molto bene stoner desert con molte influenze dai Kyuss e dai Fu Manchu, e da tutta la prima scena desertica. I Fuzzing Nation sono la dimostrazione elegante e lampante che si può benissimo essere derivativi e fare un grande suono, infatti questo disco è molto piacevole e suona meglio di tanti altri dischi di gruppi ben più celebrati.
Troviamo in questo lavoro una grande cura per la melodia e per la fusione fra voce e strumenti, creando un impasto sonoro che viene poi modellato a seconda delle esigenze, sempre bilanciato e ben suonato. “Mothertruck” nasce dalle jams in sala prove, momenti liberi che poi fanno prendere vita a riffs e alla sezione ritmica, e che funzionano molto bene anche dal vivo perché nascono in modo spontaneo e crescono. Il disco è concepito come una storia distopica di motori e deserto in un mondo post apocalittico, e le canzoni contenute in “Mothertruck” sono un’ottima colonna sonora per queste visioni.
Il trio ellenico compone un disco di alta qualità composto da stoner desertico e tanta psichedelia pesante, un suono fuzz e molto piacevole, che conferma anche la grande forma della scena ellenica stoner rock e stoner metal. In questo disco troverete quello che vi aspettate da questo genere e molto di più, perché questo gruppo lo fa in maniera particolare e mai scontata.
REDREDRED
Dalla Francia arrivano i RedRedRed con “Deaf Gods” su Octopus Rising, sussidiaria di Argonauta Records. Fondati nel 2013 arrivano a questo debutto dopo qualche singolo e una ventina di concerti, ispirandosi a Clutch, Down, Monster Magnet, Mutoid Man, e Mastodon, postando poco sui social e basandosi sulla loro grande voglia di fare musica.
Come tanti di noi i RedRedRed non sono più giovincelli speranzosi e hanno un’altra vita rispetto alla musica, non vivono grazie ad essa, e devono sottrarre tempo ad altre cose per fare musica.
La cosa più importante e che nonostante quanto sopra, o forse proprio grazie a quanto sopra, i nostri francesi fanno musica molto bene, facendo uno stoner progressivo e psichedelico, con un’impronta sonora molto originale e un suono che è tutto da esplorare. Ponendo l’attenzione sulla musica e non sulle foto o sui reels su Instagram, si pone l’ascoltatore di fronte al disco da ascoltare nella sua interezza, e questo “Deaf gods” lo si sente tutto e più volte, dato che ha un groove clamoroso, è bollente e sottile, energico e psichedelico quando serve, con un’anima fortemente metal e rock. In questo disco si concentrano più di dieci anni di musica, di cambi di formazione, sono al quarto batterista e al secondo chitarrista, di aspettative, sogni e realtà e viene fuori tutto molto bene.
Gli elementi musicali presenti in questo disco sono davvero molti e spaziano dall’heavy rock allo stoner, dal metal al desert, il tutto fatto in maniera molto curata ed appassionata, perché la passione per suonare e creare qualcosa è la molla di tantissimi gruppi come i RedRedRed, sparsi nelle cantine sotto i nostri condomini, che magari non arrivano mai ad una pubblicazione ufficiale, ma quando lo fanno come in questo caso lo fanno meglio di tanti gruppi più famosi.
Un disco originale e che lascia sempre soddisfatti, tanta creatività e un gran bel suono.
IMPERI DE TENEBRA
“Miravet MCCCVIII – Sobre el Setge i Posterior Caiguda de l’Ordre dels Pobres Cavallers de Crist” è il debutto del misterioso duo catalano Imperi De Tenebra, un progetto molto interessante che ci porta dentro le pieghe della storia meno conosciuta della Catalogna arcaica, del quale usano il linguaggio. Imperi de Tenebra propone un raw black metal a bassa fedeltà, un suono oscuro e contundente che arriva direttamente dalla polvere e della decomposizione delle catacombe, riportandoci in un periodo storico che è tuttora nebuloso, ma che è quello fondante per la nostra storia. Come riportato nel titolo le storie riportato vertono attorno all’assalto del castello di Miravet, di origine islamica, che vide l’assedio posto da Jaume II nell’ambito della lotta del papato contro i Templari, i poveri cavalieri di Cristo.
Nel 1308 dovettero abbandonare il castello ed in pratica sparire dalla Catalogna, e qui gli Imperi De Tenebra usano il black metal come codice privilegiato per raccontare in maniera differente una storia che è lontana ma che è ricca e molto interessante, e davvero black metal. In quell’epoca il sangue scorreva a fiumi e un castello o un monastero diventano terreni di lotte pazzesche, sangue nel quale si è forgiata l’Europa attuale e questo duo catalano del quale non si sa nulla ce lo racconta molto bene. I loro testi in catalano arcaico sono frutto di una lunga ricerca sia testuale che di metrica, e conferma che il catalano si sposa benissimo con il black metal più grezzo e deteriore
Le composizioni sono di ampio respiro e sono tracce che si faranno amare da chi ama queste atmosfere catacombali e a bassa fedeltà. Chi ama la luce e le storie lineari si tenga lontano da questo disco che è una nera gemma di black metal deviato e medioevale, e il medioevo della Catalogna è forse più interessante rispetto a quello di altre zone. Nebbie, colline, montagne, castelli, devastazioni, raw black metal e templari cosa si può volere di più ?










