iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Congiura – Iblood

Ottimo debutto per i Congiura, sulla scia dei maestri del death melodico.

Congiura  -  Iblood - Recensioni Metal

Se c’è una band che più ho amato nel periodo d’oro del melodic death metal scandinavo, questi sono gli In Flames di Anders Friden, partiti come la classica death metal band influenzata dal metal classico, con album epocali come il trio “The Jester Race”, “Whoracle” e “Colony”, ed arrivata al massimo dello splendore con il capolavoro “Clayman”.

Da lì in poi il gruppo svedese ne ha azzeccate poche, americanizzando sempre più quel sound che loro stessi avevano contribuito ad inventare.
Ora, all’ascolto di iBlood, primo full length dei nostrani Congiura, un pensiero continua a frullarmi per la testa: se quest’album l’avessero scritto gli In Flames subito dopo “Clayman” si sarebbe parlato di un passo indietro da parte della band o di un ennesimo nuovo inizio?
Si, perchè, questo album ha in sé tutto quello che manca agli ultimi lavori degli In Flames: pur mantenendo un approccio moderno i Congiura hanno preso la strada abbandonata dai loro maestri, confezionando un album bellissimo, melodico con la M maiuscola, molto death e poco core, fatto di un lotto di ottime canzoni dall’appeal enorme ma per niente ruffiane: il gruppo picchia a dovere e la differenza la fa il talento per la melodia, incastonata alla perfezione in solos e clean vocals mai banali, con brani che hanno una forza d’urto sovrumana pur rimanendo nel limbo tra la furia e la melodia, l’impatto e la raffinatezza del metal più classico (sentire la fenomenale Riot per credere).
Gli abruzzesi, con un singolo uscito nel 2013 e la firma lo scorso anno per la Sliptrick Records, convincono dalle prime note: il loro debutto è un riassunto di quello che è stato il melodic death metal nella seconda parte del decennio novantiano, impreziosito da un ottimo songwriting e brani uno più bello dell’altro per cui non vi tedierò con la classica track by track, perchè iBlood è assolutamente da spararsi tutto d’un fiato, , anche per la durata che supera di poco la mezz’ora, respirando l’aria proveniente dal nord, ancora fresca e vitale.
Sappiate che tracce come Inhuman negli ultimi quindici anni ne sono uscite poche: travolgente, tragica, potente e melodica, valorizza ancor di più questo ottimo lavoro da parte dei Congiura.
Un punto di partenza importante per la band ed azzeccata la scelta di supportarli da parte della Sliptrick.

Tracklist:
1.Course of Redemption
2.Riot
3.Bipolar System
4.Inhuman
5.iBlood
6.Guantanamo
7.Pendulum
8.New Order

Line-up:
Stefano Lorenzetti – Vocals,
Federico Serio – Guitars,
Fabrizio Tartaglini – Guitars,
Michele Mastracci – Bass,
Stefano Lepidi – Drums

CONGIURA – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.