Riccardo Berti
Teutonic Thrashing Madness
L’epoca d’oro del thrash metal tedesco 1982 – 1992
Tsunami Edizioni
Una delle migliori letture musicali dell’ultimo periodo, scritto in maniera incredibile, sembra un film musicale che scorre davanti ai nostri occhi e dentro le nostre orecchie, scritto da un vero appassionato di musica e anche di storia, e queste due coordinate ci guidano per tutto il libro che si fa leggere benissimo.
Nei molti libri che parlano di musica ci sono fondamentalmente di tipi di volumi : quelli che parlano della musica e delle gesta di chi la produce, e quelli che invece analizzano l’ambiente e il retroterra della musica o del gruppo in questione, facendo un’analisi profonda e completa del fenomeno in questione. “Teutonic Thrashing Madness. L’epoca d’oro del thrash metal tedesco 1982 – 1992” di Riccardo Berti per Tsunami Edzioni appartiene decisamente alla seconda categoria, e si può benissimo affermare che sia uno dei migliori libri musicali scritti negli ultimi anni. L’argomento è la magnifica decade del thrash metal tedesco fra il 1982 e il 1992, l’epoca d’oro di questo genere musicale in terra germanica, dove a partire dagli Holy Moses si ebbe una pletora di gruppi incredibili quali Kreator, Sodom, Tankard, Destruction, Exumer, Necronomicon, Toxic Shock, Iron Angel, Grinder e Risk, solo per citarne alcuni. L’autore del libro è Riccardo Berti, giornalista ed esperto di comunicazione, collabora con la fanzine tedesca “Voices from the darkside” e il portale italiano Metalitalia.com, grande appassionato di storia, passione che risulterà fondamentale in questo libro. Riccardo ha una scrittura chiara, molto espressiva, una di quelle scritture che ti fa divorare i libri, e spiega anche concetti difficili con parole molto esplicative. Un’altra della sue capacità, e questa deriva direttamente dalla sua passione per la storia, è la grande cura nel descrivere l’affresco storico nel quale si svolge la storia narrata in questo libro. Berti tratta dei dieci anni nei quali nasce il thrash metal teutonico e vive la sua epoca d’oro, quella dove escono i migliori dischi dei principali gruppi e non solo.
Riccardo non si limita a scrivere di musica e di dischi, ma parla in maniera approfondita e molto chiaramente del periodo storico che va dal 1982 al 1992 che viveva la Germania, decennio che avrebbe portato all’unificazione delle due Germanie e che vede il terrorismo molto attivo, e anche la nascita del movimento xenofobo e naziskin, oltre che un periodo molto importante per il metal a livello mondiale, periodo e qualità forse irripetibili. Dai dischi dei Judas Priest, dei Motörhead, e soprattutto dei Venom alcuni ragazzi tedeschi, specialmente della zona della Ruhr la regione con più miniere in Europa e vero e proprio antro nero del capitalismo tedesco che era la locomotiva d’Europa, prendono in mano gli strumenti e cominciano a fare musica veloce, grezza e sporca. Berti è bravissimo a descrivere l’ambiente nel quale si muovono i primi gruppi, la voglia dei ragazzi di uscire dal loro destino segnato di minatore o meccanico o cos’altro, quella voglia che li fa andare verso il metal, percepito come un luogo più libero e agibile del punk, che ormai era davvero sistemico a quel tempo.
Come affermano alcuni musicisti tedeschi, e come in altri luoghi affermarono alcuni musicisti black metal, i veri inseminatori furono i Venom che con i loro dischi, specialmente “Black metal” proprio del 1982, mostrò a tanti che con tanta volontà, una tecnica poco più che approssimativa e capacità di creare immaginario si poteva fare un metal potente, sporco ed aggressivo per andare contro tutto e tutti, proprio quello che volevano questi giovani. Riccardo riesce ad andare a fondo nelle motivazioni, facendo un lavoro di ricerca incredibile, andando a leggere e a raccogliere tantissimo materiale, e sicuramente la sua collaborazione con una fanzine tedesca ha aiutato. Lo scritto nelle sue oltre 400 pagine delinea una storia raccontata in maniera meravigliosa, quella del thrash metal tedesco, che è una particolarità che poteva nascere solo lì, e che infatti poi in quei termini non si è più riprodotto da nessuna parte, dato che come dice lo stesso autore ci sono luoghi, momenti e stili musicali che fanno nascere momentum inimitabili ed unici, come questo o come il primo thrash death brasiliano.
Con lo scorrere delle pagine veniamo portati in un continuo rimando fra storia tedesca, musica e società, per un risultato davvero ottimo, un libro che scorre benissimo e che oltre a farci conoscere in ogni risvolto la scena thrash teutonica, fa qualcosa di ancora più utile, ovvero ci fa conoscere più a fondo e in termini molto popolari e precisi parte della storia della Germania, un paese europeo molto importante del quale conosciamo poco, soprattutto dei suoi movimenti musicali giovanili.
La Germania possiede un’incredibile storia musicale, sempre all’avanguardia e con momenti di musica di successo solo in questo paese, e poi questo stile di thrash metal che conquista il mondo, anche perché la qualità è molto alta, e il thrash metal tedesco è il grimaldello con il quale il metal entra stabilmente nelle classifiche musicali generaliste, e soprattutto il metal diventa parte delle quotidianità dei tedeschi, e ancora oggi è fra i generi più ascoltati e più prodotti in Germania. Tutto ciò proprio grazie a questo decennio magico di dischi incredibili che ci descrive Berti, parlandoci di questi giovani che presero fra le mani qualcosa che già facevano altri e grazie ad una grande volontà e visione musicale, riuscirono a farlo meglio di tanti altri, arrivando ad influenzare ancora oggi tantissimi gruppi, e proprio alcuni gruppi di quegli anni sono ancora attivi, come Tankard, Kreator e Sodom fra gli altri.
Berti ci descrive la musica sempre in stretta relazione con la storia e con la società ed è una chiave di lettura davvero vincente, perché tutti i tasselli vanno così al loro posto. Il thrash teutonico fu l’espressione di parte della società tedesca in un periodo molto difficile ed unico della storia tedesca, quello che culminò con l’unificazione della Germania il tre ottobre del 1990, un processo che è ancora incompleto ora, ma questa è un’altra storia. “Teutonic Thrashing Madness. L’epoca d’oro del thrash metal tedesco 1982 – 1992” è un libro incredibile, una storia appassionante e scritta benissimo, con immagini molto belle ed un’impaginazione davvero metal che lo fa leggere ancora meglio. Il libro sembra corposo, ma arrivati alla fine se ne vorrebbe ancora ed ancora, è la migliore descrizione di un periodo inimitabile e anche molto particolare ed accorto dal punto di vista manageriale e dell’industria discografica, un periodo speciale di un paese che è visto in maniera molto sbagliata come grigio e noioso, cosa che può essere ma che se si scava a fondo non è vera.
Questo genere di musica fu anche la rivoluzione dei giovani verso chi voleva il loro futuro già scritto, come quello dei loro padri, mentre alcuni ribelli non volevano andare sotto terra a scavare od in ufficio, e hanno quindi abbracciato gli strumenti e non le armi come alcuni giovani prima di loro, ad esempio quelli che confluirono nella Raf. Ribellione musicale che poi diventa essa stessa industria, e Riccardo descrive a fondo e molto bene anche i processi manageriali e industriali dietro e dentro questo periodo, dato che ancora oggi in un’industria musicale totalmente mutata e forse ormai morta, la Germania vede resistere ancora alcune major del metal, fenomeno che risale agli anni descritti in questo libro.
Una delle migliori letture musicali dell’ultimo periodo, scritto in maniera incredibile, sembra un film musicale che scorre davanti ai nostri occhi e dentro le nostre orecchie, scritto da un vero appassionato di musica e anche di storia, e queste due coordinate ci guidano per tutto il libro che si fa leggere benissimo.
Una lettura stra consigliata per un periodo unico del metal europeo che ci ha regalato grandissimi dischi, e soprattutto ha regalato cambiamento, rabbia e speranza ai giovani, cosa che oggi è molto difficile.










