iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : White Miles – The Duel

The Duel esalta il talento dei due musicisti d'oltralpe, attirando a sé chi segue le sorti del rock del nuovo millennio, sempre più vivo a dispetto di chi da anni gli sta scavando la fossa.

White Miles  -  The Duel - Recensioni Rock

Con il nome che ricorda i famosissimi White Stripes, un secondo album (questo The Duel) molto bello ed intenso, ed una storia drammatica da raccontare alle spalle, tornano sul mercato discografico gli White Miles, duo austriaco di dirty pole dance stoner blues rock, come lo chiamano loro, molto più semplicemente di rock blues stonerizzato, acido e moderno.

Un passo indietro è doveroso per raccontare cosa ha riservato il destino per la band: infatti, dopo il primo album (Job: Genius, Diagnose: Madness) il duo partì in tour a supporto di Courtney Love, mentre nel 2015 un’altra grossa opportunità si presentò al gruppo: aprire i concerti per il tour europeo degli Eagles Of Death Metal, ed è così che Medina Rekic (voce e chitarra) e Hansjörg Loferer (batteria e voce) furono testimoni dei tragici fatti del Bataclan di Parigi, uno dei più vili episodi di violenza che il mondo della musica e non solo può annoverare in questo assurdo incubo che stiamo vivendo in questi anni.
Torniamo alla musica suonata e a The Duel, un lavoro con una forte impronta blues, essenziale e scarno, vero e passionale, formato da un lotto di brani che affascinano, così colmi di elettricità drammatica e positiva, un disco che sprizza rock americano da tutti i pori, creato da una band nata nel mezzo delle alpi europee.
Chitarra e batteria, qualche linea di basso ed un gran talento per il genere, sporco e ubriaco di stoner, rende la proposta moderna quanto basta per entrare nei cuori dei fans dell’alternative rock, anche se Sickly Nerves, il bellissimo singolo Crazy Horse, Keep Your Trippin Wild e la stratosferica Insane To The Bone, picco emozionale dell’album, hanno in sé una carica blues rock che trasforma i brani di The Duel in esplosioni di musica del diavolo.
Le voci dei due musicisti si alternano con passionalità, rendendo i brani oltremodo sanguigni, le note che fuoriescono dagli strumenti grondano attitudine rock’n’roll, in un susseguirsi
di emozioni sopra le righe.
The Duel esalta il talento dei White Miles, attirando a sé chi segue le sorti del rock del nuovo millennio, sempre più vivo a dispetto di chi da anni gli sta scavando la fossa.

TRACKLIST
1. Sickly Nerves
2. In The Mirror
3. Crazy Horse
4. Insane To The Bone
5. A Good Pennyworth
6. Coke On A Jetplane
7. A (n) Garde
8. Heid
9. Don’t You Know Him
10. River Of Gold
11. Keep Your Trippin Wild

LINE-UP
Medina Rekic – voce, chitarra
Hansjörg Loferer – batteria, voce

WHITE MILES – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.