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Recensione : The Furor – Impending Revelation

Quarto album a base di bombardamenti death/black/thrash da parte del progetto solista dell’australiano Disaster.

The Furor  -  Impending Revelation   - Recensioni Metal

Attivo dal 2002, questo progetto del polistrumentista australiano Disaster (vero nome Louis Rando,  conosciuto anche come drummer degli Impiety), continua a martellare arrivando con Impending Revelation al quarto album, niente male per un musicista che con il monicker The Furor, dal 2004, anno di uscita del debutto “Invert Absolute”, mantiene con coerenza le coordinate stilistiche di un black/death devastante.

“Advance Australia Warfare” del 2005, “Assault By Fire”, Ep del 2008, “War Upon Worship del 2011 e l’altro Ep “Sermon of Slaughter” di due anni fa completano la discografia precedente di questo demonio dalle mille risorse.
Niente di inascoltato, ci mancherebbe, ma il nuovo disco in quanto ad impatto non ha nulla da invidiare a nessuno, travolgendo l’ascoltatore dall’inizio alla fine senza soluzione di continuità, rivelandosi un monumento al death/black con l’aggiunta di mitragliate thrash che spazzano via con inumana violenza tutto ciò che gravita attorno.
Davvero bravo il musicista di Perth con tutti gli strumenti, ma ovviamente in particolare alle pelli, dove risulta una macchina da guerra spaventosamente efficace; molto valido anche lo scream da vocalist di vaglia, assolutamente sul pezzo ad ogni passaggio vomitando odio apocalittico e disprezzo verso tutto e tutti.
Le influenze maggiori vanno ricercate nei primi Slayer, Destruction e nelle band old school dei generi estremi come Deicide e Darkthrone, per una miscela esplosiva di suoni estremi dall’impatto immane, foriera di distruzione e di guerra totale.
Per gli amanti delle band sopra indicate il disco è assolutamente consigliato, unico neo il songwriting che, alla lunga, risulta monocorde: si astenga dunque chi non è amante di queste sonorità, anche se brani spaccaossa come Inferno Fortification, Seven Trumpets, Black Sorcerer of Sadism e la cover slayeriana Show No Mercy sono vere chicche per gli amanti dei generi suonati a cavallo tra gli anni ottanta e il decennio sucessivo.

Tracklist:
1. Hammer Hierarchy
2. Inferno Fortificaion
3. Summoned Obscurity
4. Seven Trumpets (Ceaseless Armageddon)
5. Corpse Eclipse
6. Diabolic Liberation
7. Black Sorcerer of Sadism
8. Show No Mercy
9. The Pentagram Prevails

Line-up:
Disaster – All Instruments, Vocals

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