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Recensione : Schysma – Idiosyncrasy

Gli Schysma confermano le ottime impressioni suscitate dal precedente Ep confezionando un lavoro elegante e raffinato.

Schysma  -  Idiosyncrasy  - Recensioni Metal

La scena heavy/prog italiana ha da sempre regalato band dalle notevoli qualità artistiche, retaggio della mai troppo osannata ed altrettanto fantastica scena progressive degli anni settanta; insomma, dalle nostre parti il genere lo si suona e molto bene, per tradizione o forse perché noi italiani sappiamo come emozionare, rendendo un genere che, con poca attenzione ai contenuti e troppa importanza alla tecnica, rischia di risultare freddo.

I lombardi Schysma, al loro esordio sulla lunga distanza per la Revalve, dopo aver stupito con l’ottimo Ep “Imperfect Dichothomy”, uscito un paio di anni fa, confermano l’ottimo talento delle band nostrane, licenziando un perfetto esempio di metallo progressivo, una raccolta di belle canzoni, suonate a meraviglia ma evitando eccessivi tecnicismi fini a se stesso, colmando il sound di fantasia ed emozionalità, unite ad un approccio alla materia elegante, raffinato e a suo modo originale.
Piacerà molto questo lavoro, sia agli amanti dei suoni progmetal sia, scommetto, anche ai progsters incalliti, proprio perché, pur rimanendo un disco metal, Idiosyncrasy, possiede soluzioni e atmosfere da album progressive nel senso più tradizionale del termine.
I brani dell’Ep sono tutti ripresi andando a formare, insieme alle nuove canzoni, un lavoro bellissimo, tra splendide armonie, ariose melodie e grandiosi solos, accompagnati dall’ottimo lavoro tastieristico della brava Martina Bellini e cantato con talento e passione da Riccardo Minicucci.
La sezione ritmica (Giorgio Di Paola al basso e Lucas Solina alle Pelli) sostiene la struttura dei brani con perizia, senza calcare troppo su cambi di tempo forzati, e Vladimiro Sala, a tratti, ruba la scena alla sua collega alle prese con i tasti d’avorio, mostrando buon gusto negli assoli, sempre colmi di straordinario feeling.
C’è di che crogiolarsi tra le tracce di questo lavoro che, partendo dal metal/prog esplora le sonorità vicine a 360°: le soluzioni ritmiche, come quelle melodiche, sono sempre funzionali alla resa sonora e nel vortice che provocano richiamano alla mente più di un esempio, tra generi o band, senza trovare però un riferimento definitivo, così che, si può ben dire, la band percorre la propria strada non solo con bravura tecnica ma con spiccata personalità.
Ogni traccia accontenta più ascoltatori per la varietà del sound proposto: il sottoscritto sottolinea l’opener Lost In The Maze, scelta come singolo e già presente sull’EP, così come la durissima Sinners, l’ottima Need a Chance e la conclusiva Time Man, hard rock tecnico e gustoso brano dalle bellissime melodie AOR, spettacolare finale di un album tutto da ascoltare.
Gli Schysma mantengono le attese confezionando un lavoro elegante e raffinato, vivamente consigliato a tutti gli amanti del genere, e non solo, aggiungerei.

Tracklist:
1. Lost in the Maze
2. The Noise of Silence
3. Heremetic
4. Pendulum
5. Migdal
6. Supreme Solution
7. Need a Chance
8. Invictus
9. Sinners
10. Time Man

Line-up:
Martina Bellini – Keyboards,Programming
Giorgio Di Paola – Bass
Riccardo Minicucci – Vocals
Vladimiro Sala – Guitars,Vocals
Lucas Solina – Drums,Percussion

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