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Recensione : Riserva Moac – Babilonia

Il loro suono è una festa sonora con musiche da tutto il mondo, l’incedere canoro è molto simile al ragamuffin, e rende molto bene avendo anche una voce femminile.

Tornano i molisani Riserva Moac con il loro suono patchanka tra musica mediterranea, ritmo balcanico ed elettronica.

Dopo molti live il terzo disco sulla lunga distanza conferma quanto di buono già espresso in precedenza e li porta al piano superiore della loro evoluzione musicale.
Il loro suono è una festa sonora con musiche da tutto il mondo, l’incedere canoro è molto simile al ragamuffin, e rende molto bene avendo anche una voce femminile.
La musica è composta molto bene, senza cadere nella confusione in cui a volte finiscono gruppi di questo genere.
L a produzione di Marco Capaccioni e Alberto Brizzi del Sound Studio, coadiuvati da Francesco Bruni rendono l’album superiore per produzione e resa dei suoni.
La Riserva Moac è forse più famosa all’estero che non in Italia, seppur abbia partecipato a prestigiose compilazioni e suoni molto spesso in giro.
Il loro messaggio è molto chiaro, pace ed integrazione, ma senza avere il salame sugli occhi e questo aggiunge valore al disco.
Il miglior gruppo globale italiano, che sarebbe una contraddizione in termini definirlo così ma è vero.

Tracklist:

1. Babilonia
2. Komba Bomba
3. Jackpot
4. Balkoscenico
5. Alcolizzato Sentimentale
6. La Verità
7. Festa Social Global Underground
8. Fight Club
9. Regina del Samba
10. Mayday Midai

Line – Up
Maya : Voice
Pacha Mama – Voice
Roberto “Zanna” Napoletano – Accordion, Percussions
Patrizio Forte – Bass
Mario Evangelista – Guitar
Graziano Carbone – Drums
Vlad D’Amico – Sax
Alessio Lalli – Trumpet
Antonio Scioli – Tuba

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