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Recensione : Nefastis – De Diebus Fastis Nefastis Infaustis

Notevole esordio ad opera dei Nefastis, con un thrash/death dagli inserti orchestrali molto originale.

Nefastis  -  De Diebus Fastis Nefastis Infaustis  - Recensioni Metal

I milanesi Nefastis nascono da un’idea di Simone Colombo (voce e chitarra) e Andrea Lenzi (chitarra).

Attiva dal 2008 e autori di un demo nel 2010, la band ha avuto diversi problemi legati alla stabilità della line-up, in particolare per quanto riguarda con la sezione ritmica, che ha visto avvicendarsi vari musicisti senza che venisse mai trovata la quadratura del cerchio, tanto che alla fine, l’album d’esordio è stato composto, suonato e prodotto interamente da Andrea e Simone, i quali si sono avvalsi di un aiuto esterno solo per la masterizzazione e il mixaggio affidati a Stefano Morabito presso i 16th Studios di Roma.
De Diebus Fastis Nefastis Infaustis punta non solo sull’impatto della componente death/thrash, ma anche sulle ottime parti orchestrali e su malinconici passaggi acustici in grado di rendere l’ascolto vario e molto originale, con momenti di metal estremo affiancati da riuscite melodie classiche come nella notevole Grave of Ice.
Tutto ciò si dimostra un ottimo connubio tra il thrash teutonico dei Kreator, il death scandinavo ed il metal classico, evidenziato da molti dei solos presenti sul disco, un pò come i primi lavori delle band provenienti dal Nord che poi svoltarono verso sonorità più “core”(In Flames su tutti).
L’elemento orchestrale inserito con ottimo gusto nelle parti strumentali potrebbe ricordare i Therion, spogliati però delle sonorità barocche e in un contesto orientato al thrash( Stream of Consciousness).
Ecco appunto la parte più interessante del lavoro: il thrash dei nostri,influenzato come detto dalle sonorità teutoniche, mi ha ricordato quel Renewal dei Kreator, album mai abbastanza osannato che, all’epoca dell’uscita (1992), era un passo avanti ma che nel mondo metallico fu poco capito, attirando sulla band diverse critiche pere le soluzioni “alternative” adottate.
Anche la voce di Simone Colombo ricorda quella di Mille Petrozza, andando così ad impreziosire le bordate thrash che deflagrano dagli altoparlanti, messi a dura prova dall’enorme impatto creato dal duo (Under My Scars, Napalm Asphalt and Violence, First Fear, Synthetic Plague), e che vanno ad alternarsi con orchestrazioni, frammenti di drammatiche melodie pianistiche e desolanti atmosfere da fine scontro, dove non resta altro che contare i caduti, dispersi tra le macerie di quartieri distrutti dalla battaglia.
Ottima la prova dei due musicisti, le chitarre si concedono solos e ritmiche di ottima fattura, alzando non di poco la qualità del lavoro.
Non mi aspettavo un album così ben congeniato, intrigante e molto originale, non mi rimane pertanto che presentarvi la nuova sezione ritmica con la quale i Nefastis stanno lavorando al loro secondo full-length: Fulvio Manganini al basso (ex Derdian) e Jacopo Casadio alle pelli (ex Armony of Dissonance).
Disco consigliato!

Tracklist:
1. Black and Demons
2. Under My Scars
3. Napalm Asphalt and Violence
4. Last Days of Autumn
5. Cold Wind
6. Grave of Ice
7. Stream of Consciousness
8. First Fear
9. Morning Shadows
10. Synthetic Plague
11. Fucked by Alcohol
12. Facing New Demons
13. Grave of Ice (Single Version)

Line-up:
Simone Colombo-vocals,Guitars
Andrea Lenzi-Guitars
Fulvio Manganini-Bass
Jacopo Casadio-Drums

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