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Recensione : Morbidity – Revealed From Ashes

Bell'esordio per i Morbidity con il loro death old school.

Morbidity   -   Revealed From Ashes   - Recensioni Metal

Non esistono confini nè frontiere nel metal estremo ed il viaggio “virtuale” di Iyezine nel mondo affascinante e poco conosciuto dell’underground death metal fa tappa a Dhaka, Bangladesh, dove a devastare i padiglioni auricolari dei metallers ci pensano i Morbidity, autori del debutto Revealed from Ashes per Memento Mori.

La band, composta da cinque elementi, propone un death old school, influenzato da chi del genere ha fatto la storia nel decennio precedente il tuffo negli anni duemila, con nessuna concessione a qualsivoglia modernità, che attinge un po’ dal Bay Area sound un po’ dallo scandinavian di quei gloriosi anni.
Allora sentirete, nel songwriting del gruppo, reclamare il proprio regno sul metal estremo geni provenienti da Morbid Angel, Entombed, Grave, Malevolent Creation, Dismember e più o meno tutte quelle band che del death hanno costruito la leggenda.
Mezz’ora scarsa dove il gruppo asiatico conquista l’ascoltatore con una manciata di ottimi brani, dando l’impressione di avere dalla sua un ottimo feeling con suoni al limite, contornandoli di un’atmosfera di putrida blasfemia sonora e di un buon bagaglio tecnico.
I Morbidity sono giovanissimi, esistono da soli tre anni e all’attivo hanno un demo ed uno split, eppure suonano come fossero dei veterani, con brani dal buon impatto impreziositi dal growl cavernoso e potentissimo di Defiler, perfetto per lo stile old school della band, dalla sezione ritmica precisa e devastante nelle mani del drummer Israfel e del bassista Sethos, e dal lavoro puntuale e fantasioso sia nella ritmica sia nei solos dei due chitarristi Azerate e Skorcher.
Per chi ritiene che il death metal del futuro debba passare inevitabilmente dal passato, la band del Bangladesh ha tutte le carte in regola per regalare ai fan ottimi motivi per avvalorare tale tesi, e brani come Incarnation of Death, Morbidity, la title-track e Skullcrusher dimostrano che il genere non solo non conosce limiti geografici ma neppure anagrafici.
Date un ascolto a questo lavoro ed una chance a questa meritevole realtà.

Tracklist:
1. Decaying Souls (Intro)
2. Incarnation of Death
3. Let there Be Chaos
4. Morbidity
5. Pits of Eternal Torment
6. SkullCrusher
7. Unholy Resurrection
8. Revealed from Ashes

Line-up:
Sethos – Bass
Azerate – Guitars
Skorcher – Guitars
Defiler – Vocals
Israfel – Drums

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