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Recensione : Lelahell – Al Insane… The (re)birth Of Abderrahmane

Arriva dall'Algeria questo massacrante lavoro a base di puro death metal ad opera dei Lehalell.

Lelahell  -  Al Insane... The (re)birth Of Abderrahmane - Recensioni Metal

Il death metal, nelle ormai molteplici vesti che le band gli cuciono addosso è, nella sua forma più pura, il genere estremo per eccellenza, almeno quello che raccoglie tutti gli elementi che poi si ritrovano anche negli altri altrove ma, soprattutto, non ha confini e in ogni parte del mondo si possono troavre ottime realtà ad esso devote.

Dall’Algeria arrivano con questo album d’esordio all’insegna di un death puro ed incontaminato gli ottimi Lelahell che prendono il loro monicker dal quasi omonimo leader, nonché vocalist e chitarrista, Lelahel, musicista attivo fin dagli anni novanta nella scena africana.
Al Insane… The (Re)Birth of Abderrahmane è una tranvata senza compromessi, al limite del brutal, infarcito di dogmi classici del genere quali blast beat, sfuriate iperveloci e rallentamenti, ben suonato dal trio di Algeri composto, oltre che dal già citato Lelahel, da Nihil al basso e Slavebaster a brutalizzare il drumkit.
L’album offre la consueta devastazione sonora, con un ottimo uso della sezione ritmica e chitarroni d’assalto sulla scia dei Cannibal Corpse, meno brutal e più orientati al classico death a stelle e strisce: prodotto benissimo, ci consegna una band in piena forma, totalmente devota al sound animalesco e caratterizzato da quel tocco di modernità tale da da non farlo considerare semplicemente old school bensì perfettamente centrato nelle coordinate del genere.
Il growl spazia da toni cavernosi ad uno scream più vicino al black che al coree brani squarciati da sfuriate chitarristiche velocissime, in on’orgia di violenza senza compromessi, si susseguono in dieci brani che tengono botta dal primo all’ultimo minuto: un uragano di puro death con almeno tre episodi in magnifica evidenza (Kalimet Essir, Hypnose, Black Hands).
Al Insane… The (Re)Birth of Abderrahmane si rivela un esordio con i fiocchi e, per gli amanti del genere, un ascolto più che consigliato.

Tracklist:
1. Mazaghran (Intro)
2. Al Intissar
3. Voices Revealed
4. Kalimet Essir
5. Hypnose
6. Imzad
7. Am I in Hell?
8. Hillal
9. Black Hands
10. Mizmar

Line-up:
Lelahel – Vocals, Guitars
Nihil – Bass
SlaveBlaster – Drums

LELAHELL – Facebook

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