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Recensione : Guilty As Charged – Leap Of Faith

Ottimo esordio e, per i fan del thrash d'oltreoceano, un piccolo gioiello tutto da ascoltare.

Guilty As Charged  -  Leap Of Faith - Recensioni Metal

I Metallica sono stati, nel bene e nel male, la band che insieme agli Iron Maiden ha dato al metal la possibilità di arrivare a milioni di persone, incluse quelle che, ai suoni più violenti e meno commerciali del nostro amato vecchio fabbro, hanno sempre preferito nel rock un approccio più soft e meno legato alla violenza in musica.

Il “Black Album”, masterpiece dei primi anni Novanta, fu il punto di svolta che li fece approdare ad un thrash adulto e dotato di un appeal che all’epoca mise d’accordo tutti, divenendo uno dei lavori più conosciuti in ambito metal ma segnando di fatto la fine di quello che erano stati i Metallica, da allora l’ombra della band capace di mettere a ferro e fuoco i palchi di mezzo mondo.
La band belga dei Guilty As Charged ha assimilato molto dalle melodie e dalle soluzioni ritmiche dei quattro cavalieri di Frisco: attivi dal 2007 e con all’attivo un solo ep datato 2009, in occasione di questo full-length d’esordio, Leap Of Faith, infarciscono il proprio songwriting di melodie accompagnate da ricami chitarristici più in linea con l’heavy metal, confezionando un lavoro che, indubbiamente, attrae perché, pur essendo totalmente devoto alla discografia di mezzo del gruppo statunitense, lascia intravvedere potenzialità enormi.
Suonato e prodotto in modo ineccepibile, Leap Of Faith ha la virtù di intrattenere con brani grintosi ma eleganti che, a partire dalla magnifica title-track, sono un susseguirsi costante di ritmiche massicce e solos metal nella loro forma più pura, andando a rovistare nel baule dei ricordi di metallari ormai attempati, ma facendo divertire anche i più giovani grazie ad una buona dose di grinta.
Mezz’ora da ascoltare con il volume al massimo, facendosi conquistare dai tanti brani top dell’Album (Ìll Never, Lone Wolf e Lack of Control, su tutti), cantati in pieno Hetfield style dal bravissimo Jan De Vuyssere, alle prese anche con la sei corde, e assecondato dagli altri tre compari Hannes De Caluwe, al basso, Matthew Vandenberghe alla batteria e Dempsey Derous, che fa coppia con il cantante alle chitarre.
Ottimo esordio e, per i fan del thrash d’oltreoceano, un piccolo gioiello tutto da ascoltare.

Tracklist:
1. Leap of Faith
2. Ìll Never
3. Last Chance
4. Lone Wolf
5. Elysium
6. Lack of Control
7. Preach to the Masses
8. Down

Line-up:
Hannes De Caluwe – Bass
Matthew Vandenberghe – Drums
Dempsey Derous – Guitars
Jan De Vuyssere – Guitars, Vocals

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