iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Defaced Icon

Dopo 11 anni tornano i Defaced con "Icon". Un disco death metal potente, tecnico e distopico. Scopri la recensione, la tracklist e il messaggio di questo album.

L’attesa è stata molto lunga ma ne è nettamente valsa la pena, “Icon” è un disco molto potente con un messaggio devastante e che dobbiamo capire.

“Icon” su Massacre Records è il nuovo disco degli svizzeri Defaced. Il disco è pienamente intriso di un death metal rabbioso e tecnico, inciso e prodotto molto bene, per un effetto epico e regale. La furia del loro death metal torna a deliziarci le orecchie dopo una lunghissima pausa di 11 anni dal loro precedente disco, “Forging the sanctuary” del 2015. Nell’agitato mare odierno del death metal contemporaneo i Defaced si distinguono molto nettamente dalla massa grazie al loro death metal vecchia scuola dritto sulla nostra faccia.

L’incedere del gruppo è maestoso e potente, riuscendo a fondere molto bene death metal classico con istanze moderne di questo suono. Questo loro terzo lavoro si attesta sui 41 minuti circa di durata, e in questo lasso di tempo il gruppo riesce a mostrarci molte cose, e soprattutto cose che funzioneranno molto bene dal vivo.

Partendo dalla bellissima copertina di Pär Olofsson rende benissimo il senso di questo disco, che parla apertamente di distopia, sorveglianza di massa, e del potere degli arconti che dominano questo mondo. Il death metal è il genere adatto per parlare di questi argomenti difficili, trattandoli sotto la cosiddetta distopia, ma in realtà in questo disco si narra il mondo moderno, né più né meno, e non siamo messi bene, e il death metal una volta di più è qui per ricordarcelo.

Il ritmo del disco non cala mai in nessuna traccia, anche grazie alla precisa produzione di ,Simon Egli e Romano Galli all’Hardbeat Studio Eggiwil che rende al loro suono una grande pulizia e una notevole profondità. Un’altra delle caratteristiche che differenziano il gruppo svizzero da molti altri è questa potenza espressa senza distorcere troppo il loro suono, le chitarre di distendono bene, non sono troppo compresse rimanendo pur sempre molto death metal. Il lavoro è poi molto organico, ha un senso perché ha una storia dietro che si incontra con una grande composizione musicale, per un risultato notevole e che farà muovere molte teste malate di death metal.

L’attesa è stata molto lunga ma ne è nettamente valsa la pena, “Icon” è un disco molto potente con un messaggio devastante e che dobbiamo capire.

Defaced Icon Streaming

Defaced Icon Tracklist

1. The Antagonist 03:30
2. Perception 04:40
3. As My Will Prevails 03:25
4. The Initiation 04:50
5. Forever Mine 03:52
6. Anthem Of Vermin 05:30
7. Sonate 02:58
8. Icon 05:15
9. Culling The Herd 02:30
10. Betrayer 04:50

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Arrokoth – Avàvâgo Zamran!

Cazalet compie l’ennesima grande opera di esplorazione sonora, facendolo in una forma differente rispetto agli altri progetti dove milita, portando il rituale ad un altro livello.

The Valley Latent greatness

“Latent greatness” su Volcano Records è il primo ep dei The Valley, gruppo di base a Cairo Montenotte, in Val Bormida. Questo ep è la raccolta dei singoli usciti per la Volcano Records fra il 2025 e il 2026.

Donbruno Artismo

Donbruno Artismo: Disco libero e senza padroni, tra Primus e Beastie Boys con la Puglia al centro.