
Post Più Letti Del 2019
Post Più Letti Del 2019: Vorrei iniziare come sempre con un GRAZIE a tutti quelli che scrivono per Iyezine e coloro che ci leggono con così tanta…
Il nostro modo di dire la nostra: pensieri spesso sconclusionati, ma veri che emozionano.

Post Più Letti Del 2019: Vorrei iniziare come sempre con un GRAZIE a tutti quelli che scrivono per Iyezine e coloro che ci leggono con così tanta…

Dal 65 al 70 ( l’ anno della invasione americana in Cambogia il 1.5..70 e conseguente contestazione alla Kent State con 4 morti ) solo in Italia sono avvenute più di 200 uccisioni di manifestanti, più terribili stragi ( Piazza Fontana Milano, Stazione di Bologna, treno Italicus, ecc…) e negli States quasi altrettanti.

Electro Malicious: Artista: Electro Malicious
Titolo del singolo: Hollywood Trap
Singolo tratto dal primo lavoro intito…

È inutile resistergli : JOKER è una grande critica alla società contemporanea. E a noi va benissimo così, anzi!

Sarebbe tanto facile solidarizzare col popolo curdo in questi giorni tanto drammatici per questa etnia. Il loro alleato americano contro l’ Isis li pianta in asso e la Turchia si arma per l’ ennesimo tentativo di annientarli definitivamente. Tutta la stampa mondiale, a parole, si schiera dalla loro parte, ma a NESSUNO passa per la mente di intervenire in loro aiuto. Nessuno vuole inimicarsi un alleato tanto scomodo ma tanto coinvolto nei giochi di potere economico, politico, strategico di quella area, quale è la Turchia. . Ma è veramente tutta qui la motivazione dell’ imbarazzo, del defilarsi dalla questione curda di tutti i governi occidentali? O non vi è qualcosa di più profondo e indefinibile che sta sotto a questa inettitudine? Qualcuno, in occidente, ignaro della stratificazione storica, culturale e religiosa di quel popolo ha pure paventato, che avvenga da parte loro, una volta ottenuta l’ indipendenza, una involuzione massimalista o comunista e che questo sia un serio motivo dell’ atteggiamento refrattario verso un sostegno concreto alla loro causa. . Penso che dovremmo evitare di essere ipocriti, anche verso noi stessi, e provare a domandarci se il comportamento di tutti noi, in altre circostanze simili, non sia stato di eguale imbarazzo e defilamento. . Tutte le repressioni del popolo curdo hanno avuto sempre un solo movente : REPRIMERE LA LORO ASPIRAZIONE DI AUTONOMIA, DI ESSERE UNO STATO INDIPENDENTE. Di essere cioè liberi dalla dipendenza politica, culturale, economica, religiosa degli alieni Stati in cui erano e sono confinati. E se abbiamo sufficiente memoria e onestà storica possiamo chiederci come ci siamo defilati quando l’ indipendenza e la libertà della Cecoslovacchia e della Ungheria venivano represse coi carri armati. O quando l’ Irlanda reclamava l’ indipendenza dall’ Inghilterra, come pure i Paesi Baschi e la Catalogna dalla Spagna. Sempre solidali, a parole, con questi popoli ma sempre refrattari a qualunque coinvolgimento. . Cosa veramente blocca il nostro substrato psicologico dall’ andare oltre le vuote e ipocrite parole di solidarietà? Cosa avvertiamo di insufficiente, se non di ingannevole, in queste eclatanti e violenti manifestazioni di richieste di indipendenza da altre vicinanza, altre persone, altri modi di vivere, altre mentalità? Certamente, viste le recenti esperienze delle ” primavere arabe” possiamo appellarci al timore di una altra involuzione integralista e di altre guerre fra tribù curde, dato che già ora sono divisi in 5 o 6 partiti in contrasto fra loro. . Ma è solo anche questo timore a frenare gli Stati occidentali dal compiere una decisa scelta in loro supporto? . È mio modesto pensiero che oltre ai tanti validi motivi politici e strategici che fanno glissare i governi e ciascuno di noi da questo problema, ve ne sia uno che ha nome IDENTITÀ! E provo a spiegarmi. Tutta l’ Europa, per secoli si è dilaniata in guerre di identità etniche, territoriali, religiose, linguistiche, economiche, imperialistiche. Guerre fra stati, fra maggioranze e minoranze, fra monarchie e repubbliche, fra città, fra paesi, fra campanili. E tutte per rivendicare la propria identità, la propria LEGITTIMA identità, la propria SUPERIORE identità. E tutto questo per rifiutarsi di IDENTIFICARSI E INTEGRARSI con altri popoli, altre culture. Ed ora, dopo tanti secoli e divisioni abbiamo una Europa fatta di decine di stati appiccicati l’ uno all’ altro separati da ridicoli confini di carta ma ferree frontiere campanilistiche. Ma la Storia evolutiva del mondo, quella con la esse maiuscola, va ben oltre le piccinerie degli Stati e nostri singoli e ci forza, ci chiama a scoprire una nostra nuova identità di nome IDENTITÀ UMANA. E lo fa con armi che si chiamano: cambiamento climatico, inquinamento, esaurimento delle fonti alimentari, sovrappopolamento del pianeta, carestie, terremoti, nuove malattie, ecc… ecc… Tutto per stimolarci, forzarci, educarci a scoprire in ciascuno di noi di appartenere ad una unica e vera identità, la IDENTITÀ UMANA. E per questo imparare a INTEGRARE LE NOSTRE CULTURE E I NOSTRI SFORZI PER VINCERE LA GUERRA GLOBALE CHE INCOMBE SULLA IDENTITA’ UMANA. . Certamente esistono spettri dal nome GLOBALIZZAZIONE che ancora ci spaventano e spingono alla separazione, alla individualizzazione politica, economica, culturale, al pensare solo al proprio orticello ( Trump e Brexit docet), ma uno spirito attento al moto inarrestabile della evoluzione umana ha ormai avvertito che non può più avere alcun SENSO STORICO la affermazione di una IDENTITÀ separata che non sia INTEGRATA IN UNA IDENTITÀ MONDIALE. . Ecco, forse è per questo che nel fondo di ciascuno di noi avvertiamo, intuiamo, nelle, seppure e legittime lotte del popolo curdo, un certo stridore, un ANACRONISMO STORICO, che ancora non trova la parola per esprimersi col corretto termine di: GLOBALE IDENTITÀ UMANA. . Altre lotte, altre sofferenze, altre divisioni vedremo sino a che non un cannone o una bomba vinceranno la nostra cecità spirituale, ma un semplice pezzo di pane mancante dalla nostra tavola o un’ onda anomala che travolgerà i nostri castelli di gloria. . Ma le mie sono solo opinioni di un piccolo, sconosciuto, alieno. Altre riflessioni di epi: Ferlinghetti La Paura

Le lame quelle affilate tagliano spesso,volentieri …a volte….quando capita,quando ci si medita e ci si pensa e ripensa su ovviamente. Quando i sensi sono concentrati altrove e si cerca di riportarli tutti ma proprio tutti,all’ unisono a colpire inconsapevolmente,ma con tutta la rabbia possibile e l’amore e l’odio di cui si è capaci,il nostro ,malgrado tutto,obiettivo. Gli utensili e modalità sono vari tanti ,diversi, tutti,pochi,uno…quello che meglio di altri abbiamo e sappiamo usare. C’è chi lo sa fare con leggerezza,chi sa portare la poesia e la leggerezza nel fetore più assoluto,nell’ oscuro buio del nero + assolutamente nero. E l’impegno politico può illuminare/si/ci con intelligenza,ironia,con mille colori,col bianco e il nero,con tutta la fantasia delle nubi e del cielo più azzurro. Francesco Cirillo è tutto questo….ci conosciamo poco io e lui ,e siamo diversi io e lui,ci unisce l’unico e strano e straordinario modo che hanno gli artisti per comunicare tra di loro e di essere al mondo,che abbatte molti muri,che abbatte tutti i muri,che colora là dove non c’è colore,che capisce là dove la comprensione è difficile e difficilmente può penetrare. Francesco è tante altre cose e persone e fa tante cose belle ed è molto sincero e coraggioso. E’nato a Diamante nel 1950 Link Link

Dopo la nostra intervista a Gevona, ecco il suo primo videoclip, in anteprima per noi, dal titolo “Zou” che anticipa l’uscita del suo album d’esordio “Anni90”. Il video è stato realizzato utilizzando vecchie riprese del 2000 fatte da lui con una 8mm sulle alture di Cogoleto assieme a Stefano, amico e videomaker, con il quale, in quel periodo, stavano scrivendo un corto (scritto sul blocknotes che appare nel video andato poi perso). “Zou” è un brano fortemente collocato nella musica dance di fine millennio, da fare ritornare in mente le sonorità che spesso abbiamo disprezzato di quegli anni, un mondo, quella della discoteca, lontano anni luce dai palchi rock. Ma, a distanza di tutti questi anni, Gevona, riesce a trasportarci in quella epoca senza più pregiudizi e astio. Tutto “Anni90” è volto a farci fare quel viaggio. Un viaggio che potrebbe farci pure ballare.

Come preannunciato all’inizio dell’estate, l’attività di MetalEyes è cessata ufficialmente dal 31 agosto con la pubblicazione dell’ultima recensione. Il sito rimarrà comunque online ancora per un periodo non quantificabile (la cosa non dipende più da noi ma chi lo cura dal punto di vista informatico) e quindi chi vorrà potrà sempre avere accesso agli oltre tremila articoli ivi contenuti. Con l’occasione ribadiamo che, ovviamente, qualsiasi richiesta che ci perverrà non verrà più esaudita e che, di conseguenza, se non si risponde non è per mera scortesia ma sostanzialmente solo perché la notizia della nostra chiusura è di dominio pubblico da oltre due mesi e chi di dovere ha avuto tempo e modo d’esserne messo al corrente. Per quanto ci riguarda, sarà sempre un piacere presenziare ai concerti e ovunque ci sia “musica che gira intorno”, più avanti… chissà. Grazie di nuovo a tutti i voi per il sostegno fornitoci in questi tre anni.

Il cinquantesimo anniversario di quel grande avvenimento musicale nello stato di New York suscita ancora oggi, in molti, una forte emozione ( non solo fra i sessantenni e settanteenni).

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