
:: ACUFENI :: FASTIDI AURICOLARI CONTEMPORANEI #58
Today, for you Cairiss, Chelsea Wolfe, Hämnd, Hawksmoor, e Jehovah on Death. Uno di questi dischi avrebbe meritato maggiore approfondimento, ma il tempo è da sempre il nostro peggior nemico. Adieu

Today, for you Cairiss, Chelsea Wolfe, Hämnd, Hawksmoor, e Jehovah on Death. Uno di questi dischi avrebbe meritato maggiore approfondimento, ma il tempo è da sempre il nostro peggior nemico. Adieu

L’alfabeto dei sassi di Francesca Baraghini (People Edizioni): il racconto del padre Domenico, il mare del levante ligure e il dolore di chi resta.

Cinque dischi da ascoltare: Ealdor Bealu, Kathryn Mohr, Neptune, The Ruins Of Beverast e Thrownness. Le nostre recensioni, in ordine alfabetico.

Uno di questi album l’abbiamo comprato a scatola chiusa, convinti che non saremmo stati delusi. Indovinare quale, è sin troppo facile. Ascoltate, con dolore: Böotes Void, Chat Pile, Kulk, Warning, e Witchsorrow.

Forse in questi cinque suggerimenti, possiamo trovare quello che fa al caso nostro, e che può farci vedere le cose da un diverso punto di vista. Abbiamo scelto, per darvi fastidio, Cinder Well, Gudewife, Iskandr, Non Serviam, e Onségen Ensemble.

Che non è ascoltare la musica, ma pensare al modo migliore per abbandonare la nave mentre sta affondando. Questa volta lo facciamo insieme a Big|Brave, Callous Faulter, Klimt 1918, Maneating Orchid, e Trelldom.

Burial Clouds, DOPPLeR, Godthrymm, Musth e The Fifth Alliance. Episodio #53 decisamente altalenante, in cui ognuno potrà – forse – trovare quel qualcosa che ad altri sfugge, più o meno volutamente. Cinque dischi molto diversi tra loro, nel pieno spirito.

Angellore, Desiccation, Gadget, Orphan Donor e Reliquia. Cinque dischi per provare a ricucire con un passato sonoro di grandissimo spessore. Cinque dischi che potrebbero, per alcuni, suonare fuori tempo massimo, ma che per noi, sono la linfa a cui aspirare per alienare l’alienazione.

Haggard Cat, Ivoire, Lair Of The Minotaur, The Prestige e Trip Villain. Premessa: in questa cinquina c’è un album che, a fine anno, sicuramente finirà nelle nostre charts riassuntive di questo drammatico duemilaventisei, non è difficile scovarlo, basta leggere tra le righe.

La mia politica, qui sulle pagine di IYE, è sempre stata quella di andare a parlare soltanto delle cose che ritenevo meritevoli di attenzione, in

Siamo un paese razzista. Anzi, lo siamo (probabilmente) sempre stato. Possiamo anche far finta che non sia vero, e che la nostra sia una provocazione,

Cinque dischi per l’episodio Cinquanta. Cinque, come “il numero naturale intero che segue il quattro e precede il sei.” Emily Rach Beisel, Manali, Organ, Palmar De Troya e Urluk.