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Recensione : Aposento – Aposento

Gli spagnoli Aposento ci ricordano come si suona il death metal old school di matrice stelle e strisce.

Aposento  -  Aposento                - Recensioni Metal

Que viva death metal !
Dalla Spagna arrivano questi cinque devastatori a nome Aposento, veterani della scena iberica, essendo nati addirittura nel 1990, che fanno dell’attitudine una religione.

Pochissima musica licenziata in ventiquattro anni di vita: appena due demo, “Bloody Ritual” del 1992 e “Eternal Agony” l’anno successivo e, dopo, due Ep, “Welcome to Darkness” del 1997 e “Retorno a la Muerte” del 2012 fino ad arrivare, finalmente, al primo full lenght omonimo appena pubblicato.
Un death metal arrembante, novanta style, per una volta più orientato a sonorità care alle band statunitensi che in quegli anni contrastavano lo strapotere scandinavo quali Cannibal Corpse, primi Obituary e Massacre su tutti: queste sono le coordinate primarie del sound del gruppo iberico, che distrugge, non fa prigionieri e piace un sacco, senza strafare, ma risultando accattivante al punto che i trentasette minuti di massacro vi passeranno in un attimo.
Uno tsunami che si abbatte su tutto e tutti, con il quale la band ci ricorda ad ogni passaggio chi comanda sui generi estremi, catapultandoci nel decennio che vedeva il death idolatrato in tutto il mondo e con le band americane che si ponevano come ispiratrici anche del movimento sviluppatosi a nord della Danimarca.
In qualità di vecchi marpioni della scena, gli Aposento, senza andare oltre l’abc del genere, spaccano che è un piacere, esibendo un groove ad altissimo tasso estremo, growl da manuale ed un muro sonoro che farà impazzire gli amanti delle sonorità old school.
Non c’è un solo brano che si conceda a digressioni al di fuori del più puro e incontaminato death e la fantasica copertina, in linea con le produzioni dello scorso millennio, è un valore aggiunto al già ottimo lavoro degli Aposento.
Un album che sconsiglio vivamente ai palati troppo fini, abituati ormai (benissimo, non fraintendetemi !) solo a stupende fanciulle, gorgoglii operistici e atmosfere romantico-decadenti: questo è un album esclusivamente per gentaglia brutta, sporca e cattiva , in sintesi quella che piace a me …

Tracklist:
1. Aliens – Seres del Más Allá
2. Hijos del Caos
3. Muerte Lenta
4. La Valla
5. Mutiladora Genital
6. Avaricia
7. Sacrilegio Consumado
8. Inquisidor de un Falso Profeta
9. Alma Condenada

Line-up:
Diego – Drums
Manolo – Guitars
Pispas – Guitars
Manu – Bass
Nacho – Vocals

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