Recensione : Daimon – Misplaced

Buon album, di non facile lettura e per questo ancor più affascinante, Misplaced può sicuramente essere considerato una buona partenza per il gruppo bolognese, che riassume a modo suo una buona fetta del rock alternativo degli ultimi decenni con buona padronanza della materia e ottime idee.

Daimon  -  Misplaced - Recensioni Rock

Il rock alternativo riesce molte volte a regalare belle sorprese e band dalle indubbie capacità espressive, qualche volta originali, altre (come in questo caso) che lasciano trasparire le proprie influenze, senza però perdere in personalità.

Il primo lavoro sulla lunga distanza dei Daimon, band bolognese fresca di contratto con la Enzone Records e con due ep alle spalle nel 2014, anno che vede l’inizio delle attività del trio, è tutto questo, un incontro tra diverse anime del rock dell’ultimo trentennio e messe al servizio di un sound asciutto e scarno, molto punk, così da richiamare i Nirvana di inizio carriera, principale influenza del gruppo.
Misplaced affidato in studio alle mani di Giuseppe Barbera (boss dell’etichetta) che ne ha curato registrazione, mixaggio e mastering, ha come partenza il sound della band di Cobain, ma poi in seguito, durante il viaggio viene arricchito da molteplici sfumature, ed è così che spuntano tra i solchi dei brani punk, stoner rock e una percettibile elettricità noise che rendono il lavoro interessante e molto personale.
Sono palesi ad un primo ascolto i riferimenti alla band di Seattle, specialmente in songs come l’opener She’s So Digny e Bind, anche se il trio lascia le facile melodie di Nevermind per un impatto più punk, alla Bleach, mentre Clay mette in evidenza l’anima lisergica del gruppo, richiamando in noi stonate note rock d’oltreoceano.
La cover di Love Song dei Cure, posta in apertura, dimostra come i Daimon non abbiano timore di confrontarsi con mostri sacri come la band di Robert Smith, assoggettando il particolare sound del gruppo dark per eccellenza al proprio credo.
Dopo l’ottima K&R, torna a far capolino lo stoner rock con Poison Belly, un brano intimista drogato di psichedelia ed elettrizzato da sfuriate improvvise, colme di elettricità così come la conclusiva Daimon, brano sabbathiano che accresce la vena rock settantiana del gruppo bolognese.
Buon album, di non facile lettura e per questo ancor più affascinante, Misplaced può sicuramente essere considerato una buona partenza per il gruppo bolognese, che riassume a modo suo una buona fetta del rock alternativo degli ultimi decenni con buona padronanza della materia e ottime idee.

TRACKLIST
1. She’s So Dingy
2. Bind (primo singolo)
3. Love Song (The Cure cover)
4. Immigrant Ian
5. Clay
6. K&R (secondo singolo)
7. Poison Belly
8. Who Cares
9. Paper Man
10. Daimon

LINE-UP
Corrado Pizzolato – voce, chitarra
Francesco Ritucci – basso
Andrea Fontanarosa – batteria

DAIMON – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.