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Recensione : Inflikted – Inflikted

Si astengano dall’ascolto i maniaci dell’originalità a tutti i costi: questo è un disco di buon metal-rock, e di questi tempi non è affatto poco.

Inflikted  -  Inflikted - Recensioni Metal

Potranno benissimo non piacere, ma non si può togliere ad una band storica come i Motorhead e a quel vecchio marpione di Lemmy Kilmister il merito di aver influenzato più di una generazione di musicisti Metal in giro per il mondo.

Lasciamo perdere gli ultimi album, che sono andati solo a rimpinguare una discografia già di per sè sconfinata risultando lavori di maniera, ma è innegabile che capolavori come “Ace Of Spades”, “Bomber” e “Overkill” possono essere considerati vangeli per ogni rocker che si rispetti.
Gli svedesi Inflikted, la lezione del protagonista della “sottile linea bianca” l’hanno imparata eccome, aggiungendo sprazzi di death’n’roll come si suona nella loro patria e thrash della scuola Sodom/Kreator.
Esordio auto intitolato per i quattro scandinavi, licenziato per la sempre più protagonista Wormholedeath, vera “cantera” del metal europeo, all’insegna dunque di un thrash metal dalle chiare infuenze Motorhead.
L’album si fa ascoltare, la ritmica molto rock’n’roll fa sì che i pezzi siano potenziali hits per le esibizioni live e la band suona compatta e “ignorante”, piacendo sicuramente sia agli amanti del combo di Lemmy che ai classici thrash metal fans.
Corporate Slut dà inizio alle danze e sembra di essere tornati all’era di “Ace Of Spades” almeno per altri cinque pezzi altrettanto buoni, nei quali il sound non si discosta da tali coordinate,fino ad arrivare alla strumentale Metal Fatigue, dove a fare da padrini del brano sono i Metallica,eccezione che conferma la regola per una song che presenta assolo e ritmiche di scuola americana.
Si ritorna a sbattere il cranio con The Art Of Hatred e la cavalcata hard punk Truck-Drivers Journey, mentre , mentre vengono ancora percorsi dagli Inflikted sentieri motorhediani con Tyger e Wrath Of The North, virata sul thrash la prima e più cadenzata e metal oriented la seconda.
Tutto sommato un buon esordio per la band di Stoccolma, ma meglio che si astengano dall’ascolto i maniaci dell’originalità a tutti i costi: questo è un disco di buon metal-rock, e di questi tempi non è affatto poco.

Tracklist:
1.Corporate Slut
2.Doctorcracy
3.Dual Personality
4.Heavenly Warfare
5.Inferno
6.Metal Fatigue
7.The Art Of Hatred
8.Truck-Drivers Journey
9.Tyger
10.Wrath Of The North

Line-up:
Fredrick Gard – drums
Mikael Harlsson – bass, vocals
John Michael Haugdahl – guitars, b.vocals
Vardan Saakian – guitars, b.vocals

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