E’ morto Nicola Vannini

In un panorama dei necrologi musicali che, da almeno un decennio a questa parte, somiglia sempre più a una valle di lacrime, un altro triste avvenimento, in tal senso, va a funestare anche questo 2025. Nella giornata di ieri, infatti, ci ha lasciati, all'età di 65 anni, Nicola Vannini.

In un panorama dei necrologi musicali che, da almeno un decennio a questa parte, somiglia sempre più a una valle di lacrime, un altro triste avvenimento, in tal senso, va a funestare anche questo 2025. Nella giornata di ieri, infatti, ci ha lasciati, all’età di 65 anni, Nicola Vannini. Ad annunciare la notizia è stato il suo ex compagno di band, Federico Fiumani, con un messaggio sui social, ed è stata confermata dalla testata giornalistica radiofonica toscana Controradio.

Figura importante nell’attività di divulgazione della scena musicale indipendente italiana, promotore di creatività artistica, Vannini è stato un agitatore culturale nell’underground sonoro di Firenze, iniziando a muovere i primi passi nel mondo della musica alla fine degli anni Settanta, dando vita a uno spazio culturale e music club pionieristico come la Rokkoteca Brighton (oggi storicizzato come il luogo in cui esordirono ufficialmente i Litfiba dal vivo, nel dicembre 1980) e poi unendosi, come cantante, alla primissima formazione dei Diaframma, gruppo tra i veterani dell’epopea della “nuova musica italiana cantata in italiano“, nati in quella stagione – i primi anni Ottanta – in cui anche l’Italia aveva provato a mettersi al passo delle nuove correnti musicali e di costume in voga in Inghilterra ed Europa, con fervide e poliedriche scene nate e sviluppatesi lungo tutto lo Stivale, ma soprattutto a Pordenone, Bologna e, appunto, Firenze (grazie all’instancabile fermento creativo di menti gloriose come quelle di Oderso Rubini, Alberto Pirelli e Bruno Casini, in un turbinio controculturale che aveva generato un network indipendente che metteva in collegamento musica, moda, cinema, teatro e altre forme d’arte) abbracciando sia il punk, sia l’elettronica più spinta e avanguardista, sia quella più accessibile della “new wave”, sia il post punk, il goth e la darkwave, generi/movimenti, questi ultimi, nei quali sono stati tra i capostipiti nel nostro Paese proprio i Diaframma (stregati dalle sonorità di Joy Division, Cure, Siouxsie and the Banshees e affini) con cui Vannini incise il singolo “Pioggia/Illusione ottica” e un Ep, “Altrove“, prima di lasciare la band (poco prima dell’incisione del folgorante debut album “Siberia“, considerato ormai una delle pietre miliari di tutto il rock tricolore) per dedicarsi altri progetti.

Nel 1984 iniziò un percorso solista con lo pseudonimo Soul Hunter, e alla fine degli Eighties fondò anche l’ensemble Soul Hunters, coi quali realizzò un Lp. Appassionato di rock psichedelico, collaborò con uno dei guru della neopsichedelia, Nick Saloman dei Bevis Frond, con cui registrò, nel 1988, l’album “Nick & Nick and the Psychotic Drivers“.

Dopo un periodo in Contempo Records (seminale negozio di dischi underground di Firenze, nonché etichetta discografica) Vannini fu tra i fondatori, nel 1993, della Audioglobe, società di distribuzione discografica e realtà che ha avuto – e continua ad avere – un ruolo importante nella diffusione a livello nazionale e internazionale di musica indipendente italiana.

 

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