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Recensione : Vendetta Red – Quinceañera

Un lavoro vario, maturo, un viaggio nel rock dell'ultimo trentennio nel quale ogni brano ha una sua ispirazione e linea guida, tra alternative, rock, elettronica, grunge, post rock e si potrebbe andare avanti elencando un'infinità di band e sottogeneri che appaiono e scompaiono tra le trame di Quinceañera.

Vendetta Red - Quinceañera - rock

Dopo l’esplosione del rock dalle camicie di flanella e talenti buttati via tra eroina e crisi esistenziali, Seattle ha continuato a sfornare musicisti, magari non più sotto i riflettori come negli ultimi anni del nuovo millennio, ma pur sempre fautori di un modo di fare rock che è diventato un marchio di fabbrica.

I Vendetta Red sono di Seattle, esordirono addirittura nel 1998, anno che aveva già visto affievolirsi il fermento generato da Nirvana & company e si leccava le ferite con chi cercava fortuna cavalcando un destriero ormai zoppo (Nickelback e il cosiddetto post grunge).
Quattro album nei primi cinque anni del nuovo millennio, un paio di ep e lo split targato 2005 che decretava la fine della band, almeno fino al 2010 e all’annuncio di una reunion live avvenuta al Corazon di Seattle, prima di riprendere i lavori e tornare dopo un paio di singoli con questo Quinceañera, album che ne decreta ufficialmente la rinascita anche e soprattutto qualitativamente parlando.
Un lavoro vario, maturo, un viaggio nel rock dell’ultimo trentennio nel quale ogni brano ha una sua ispirazione e linea guida, tra alternative, rock, elettronica, grunge, post rock e si potrebbe andare avanti elencando un’infinità di band e sottogeneri che appaiono e scompaiono tra le trame di Quinceañera.
Oggi i Vendetta Red sono Zach Davidson, Leif Andersen, Jonah Bergman e Burke Thomas, e sono tornati con un lavoro bellissimo, una raccolta di brani alternative rock come piace chiamarlo a molti, che spazia tra Beatles e Jane’s Addiction, Screaming Trees e Smiths, con un tocco di pazzia punk rock alla Iggy Pop e la bellezza intrinseca di un Marc Bolan ipnotico e psichedelico.
Non conosce passo incerto questo lavoro, ci ammalia con la sua verve cangiante, la sua alternanza di colori vivaci e la sua totale anarchia compositiva, mentre oggi la pioggia è cessata e a Seattle splende il sole.

Tracklist
1.Swim
2.Wild and Dangerous
3.The Dreamers
4.Encantado
5.Where There’s a Will, There’s a Pinche Guey
6.West of Birmingham
7.Deceiver
8.The Unending War
9.No Way Out
10.Acquiesce
11.Til You Have Forgiven Me
12.The Circle

Line-up
Zach Davidson – lead vocals, guitars, piano, organ
Leif Andersen – lead guitar, lap steel, mandolin, violin, keyboards, programming, synthesizers
Jonah Bergman – bass
Burke Thomas – drums, percussion

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