Recensione : The Black Rain – Water Shape

Clamoroso album hard rock per i bolognesi The Black Rain

The Black Rain  -  Water Shape - Recensioni Rock

Escono con il secondo lavoro i bolognesi The Black Rain, nati nel 2002 ma giunti all’esordio una decina d’anni dopo con “Night Tales”, licenziato dalla Street Symphonies.

Water Shape, invece, esce per la Atomic Stuff Records, regalandoci un altro grandissimo disco di hard rock dalle mille sfaccettature, capace di somministrare al fortunato ascoltatore un’overdose di suoni che attraversano decine di anni di rock da strada, quello cattivo, graffiante, grintoso, ma che sa anche essere malinconico ed emozionante; insomma, tutto ciò che si può chiedere al rock.
Mirko Greco è un vocalist di talento che riesce a far tornare alla mente i grandi del passato e del presente, mantenendo una personalità che purtroppo oggi è riscontrabile in pochi singer, l’axeman Eugenio Bonifazi, dal marcato stile ottantiano è a suo agio anche nelle graffianti soluzioni southern, e una sezione ritmica precisa e potente (Marco Molteni al basso e Raffaele Marchesini alle pelli) quando i ritmi si fanno più intensi, rendono quest’album una gemma da ascoltare e riascoltare, lasciando che tutte le sfumature e le atmosfere con le quali i The Black Rain hanno infarcito il loro lavoro ci entrino dentro per non lasciarci mai più.
Il tutto viene idealmente riassunto nei sei minuti del brano capolavoro King of Stone, traccia conclusiva e sontuoso esempio della musica della band, capace di elargire emozioni allo stato puro, con le quali i nostri riescono nell’impresa di marchiare a fuoco l’ultimo anno di hard rock nazionale.
L’album è contraddistinto da brani ruvidi, nei quali i The Black Rain fanno divertire con suoni graffianti, come Mesmerize, dai riff vicini al rock sudista, o (S)he’s so Amazing, più stradaiola e classica nel suo incedere da arena rock, bissata da Robert Johnson dedicata, immagino, al mitico bluesman americano e altre song in grado di fondere le casse della vostra autoradio.
Questi meravigliosi brani si alternano a splendide semi-ballad che non possono fare a meno di toccare nel profondo il cuore di rockers incalliti come il sottoscritto, a partire da Rock’roll Guy, scelta come singolo, a Times of Trouble (e qui esce prepotentemente il suono di Seattle,esempio lampante della duttilità della band), passando per la stupenda Flamenco Dancer, dove l’hard rock classico incontra i Pearl Jam, con una prova magnifica di Mirko Greco che va però oltre nella già citata e conclusiva King of Stone.
Album da avere, sorprendente per maturità artistica e compositiva: il futuro dell’hard rock passa da lavori come questo splendido Water Shape.

Tracklist:
1. Shadows
2. Mesmerize
3. Rock’n’Roll Guy
4. (S)He’s So Amazing
5. Robert Johnson
6. Times Of Trouble
7. Brand New Shoes
8. Without Love
9. Flamenco Dancer
10. Naked (instrumental)
11. King Of Stones

Line-up:
Mirko Greco – Vocals
Eugenio Bonifazi – Guitars
Marco Molteni – Bass
Raffaele Marchesini – Drums

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