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Recensione : Seventh Genocide – Toward Akina

Toward Akina travalica gli steccati di genere, rendendo superflua la necessità di appiccicare da qualche parte una qualsiasi etichetta contenete il prefisso post: qui troviamo luce ed oscurità, amore e morte, disincanto e stupore, con il tutto che va a comporre un caleidoscopio di emozioni alle quali non si ci si può e non ci si deve sottrarre.

Seventh Genocide - Toward Akina - metal

In questo musicalmente fertile autunno del 2017 si palesa quello che, probabilmente, verrà accreditato quale uno dei migliori album italiani usciti nel corso dell’anno in ambito rock/metal.

I romani Seventh Genocide, con il loro secondo full length Toward Akina, raggiungono vette sorprendenti di lirismo, portando ai massimi livelli il loro blackgaze che diviene, a seconda del punto di vista dal quale lo si osservi, una versione edulcorata del depressive oppure uno shoegaze parzialmente ammantato di venature black metal.
Fa piacere, peraltro, trovare in questa band due musicisti come Rodolfo Ciuffo (voce, basso, chitarra acustica) e Stefano Allegretti (chitarra) nei quali ci si era imbattuti alcuni anni fa quando, con il monicker Forgotten Thought, diedero alle stampe un ep interessante come Grey Aura: quel progetto poi non ebbe più seguito andandosi a collocare come una sorta di parentesi all’interno dell’attività dei Seventh Genocide, che già esistevano da qualche anno, ma mostrava i prodromi di quanto questi giovani quanto ispirati musicisti avrebbero potuto dare negli anni a venire, come infatti è accaduto.
Toward Akina è un viaggio virtuale che i Seventh Genocide, completati da Jacopo Gianmaria Pepe (chitarra) e da Valerio Primo (batteria), ci inducono a compiere andando a sviscerare attraverso varie tappe aspetti che trascendono la vita vera e propria, focalizzandosi su più ampi disegni esistenziali di matrice spirituale: il sound che ne scaturisce è un perfetto mix tra la più tangibile ruvidezza estrema e l’eterea componente post rock, che va a sconfinare talvolta in territori progressivi se non addirittura psichedelici in quota pinkfloydiana (particolarmente in Life Is Poison).
Per quasi un’ora la band capitolina accarezza, colpisce ed emoziona in maniera tutt’altro che scontata, facendo propria la lezione dei primi Alcest e degli Agalloch, del depressive più atmosferico e meno disperato, nonché di un substrato progressivo che affiora di tanto in tanto con le sembianze di soluzioni  chitarristiche intense ed eleganti.
Descrivere Toward Akina seguendo la cronologia delle tracce non renderebbe del tutto giustizia ad un’opera che va ascoltata ricavandosi il l giusto lasso di tempo per riflettere, facendosi penetrare da questo splendido flusso di note, anche se è difficile non considerare quale vero fulcro dell’album la lunghissima Immense As The Universe, che volendo proprio esemplificare rappresenta la summa compositiva e poetica dei Seventh Genocide.
Toward Akina travalica gli steccati di genere, rendendo superflua la necessità di appiccicare da qualche parte una qualsiasi etichetta contenete il prefisso post: qui troviamo luce ed oscurità, amore e morte, disincanto e stupore, con il tutto che va a comporre un caleidoscopio di emozioni alle quali non si ci si può e non ci si deve sottrarre.

Tracklist:
1.Astral Bliss
2.Life Is Poison
3.Love Is Poison
4.Transparent
5.Immense As The Universe
6.Immense As The Ocean
7.Last Fall Before The Impact

Line up:
Rodolfo Ciuffo – Vocals, Bass, Acoustic Guitar
Stefano Allegretti – Guitar
Jacopo Gianmaria Pepe – Guitar
Valerio Primo – Drums

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