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Recensione : Septekh – Plan For World Domination

La furia del thrash/death arricchita da strutture rock'n'roll e da atmosfere black è ciò che ci viene proposto dagli svedesi Septekh.

Septekh   -   Plan For World Domination - Recensioni Metal

Devastanti, massacranti, una furia death/thrash contaminata da iniezioni di un virus chiamato rock’n’roll: questi sono i Septekh con il loro Plan For World Domination.

La band svedese giunge al primo full-length, dopo un demo e ben tre Ep, tra il 2009 e il 2013, dimostrandosi un caterpillar che tutto travolge, investendo l’ascoltatore di turno con mazzate che non lasciano scampo, tra black imbastardito come sanno fare gli ultimi Darkthrone, un’anima punk ben in evidenza e un death/thrash marcio, imputridito da scariche elettriche provenienti direttamente da casa Motorhead.
Registrato ai Silence Studio, il lavoro si sviluppa su brani dal forte impatto thrash and roll (Going down in style) e altri più orientati verso un black/death come usa in questi ultimi anni (Black shores), specialmente nei paesi nordici.
In Black shores, infatti ritroviamo le atmosfere dei Satyricon di “Now, Diabolical”, ma basta un attimo e tutto cambia: in The man who died a million time la band torna a spingere sull’acceleratore, le ritmiche si fanno alquanto forsennate e le chitarre regalano riff metallici alla velocità della luce.
Buone le prove dei musicisti, dalle vocals alla Satyr di Nils Meseke, alle sfuriate ritmiche della coppia Staffan Persson alle pelli e Patrick Ström al basso, senza dimenticare il bravo David Vikström, che asseconda le voglie della band sia quando deve tirare allo spasimo la sua chitarra, sia quando il suono si fa cadenzato accompagnando con bordate ritmiche l’inerzia dei brani più lenti, ma non per questo meno potenti.
L’album si sviluppa su queste coordinate per tutta la sua lunga durata (60 minuti, un po’ troppi per il genere), alternando velocità e ritmi cadenzati, ma mantenendo una potenza di fondo, che rende questo lavoro un possente macigno metallico.
In conclusione, il disco d’esordio dei Septekh rimane un buon ascolto per i fan delle band nominate ma potrebbe trovare estimatori anche tra chi ama il death’n’roll dei maestri Entombed.

Tracklist:
1. Into the Void of My Mind
2. Goin’ down in Style
3. Saving Graces
4. Neanderthal
5. Don Asshole
6. Left Handed Man
7. Black Shores
8. The Man Who Died a Million Times
9. Superheated Liquid Iron Core
10. Eyes of the Grave
11. Fuck Dollar
12. Desdaemonia
13. Plan for World Domination

Line-up:
Patrik Ström – Bass
Staffan Persson – Drums
David Wikström – Guitars
Nils Meseke – Vocals

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