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Recensione : Millennium – Awakening

Un buon talento strumentale e vocale è la chiave della riuscita dei piccoli gioielli metallici che costellano un lavoro davvero bello, specialmente se avete qualche capello bianco in testa e spaventate i nipotini con Eddie in bella mostra come salvaschermo del vostro smartphone.

Millennium - Awakening - metal

Heavy metal conosciuto come NWOBHM, quindi assolutamente di origine britannica, è quello che troverete magicamente tra i brani di Awakening. secondo lavoro dei redivivi Millennium.

Nati nei primi anni ottanta il gruppo battente bandiera della Union Jack e capitanato dal singer Mark Duffy, membro originale insieme al batterista Steve Mennell ed in seconda battuta al chitarrista Dave Hardy (entrò nel gruppo due anni dopo), torna con un altro bellissimo album di heavy metal come lo si suonava all’epoca, metallo pesante pregno di solos melodici, orgoglioso, maschio e soprattutto composto da belle canzoni.
Avete presente i primi due album dei Maiden con Paul Di Anno?
Bene, aggiungetevi un tripudio di ritmiche sassoni, qualche accenno al periodo Dickinson fino a Powerslave, una voce che senza sentire il peso degli anni si piazza proprio tra la bestia e Biff ed avrete bello che pronto il ritorno dei Millennium, una sorta di seconda giovinezza iniziata con Caught in a Warzone del 2016, dopo che la carriera della band si interruppe nel lontano 1987 con un solo album omonimo all’attivo.
Dopo aver reclutato il chitarrista Will Philpot ed il bassista Andy Fisher, il gruppo inglese ci fa vedere di che pasta è fatto con questa raccolta di brani supportati da una produzione moderna, che consente di assaporare gli intrecci chitarristici, i chorus che si stampano in testa al primo giro di ruota ed una forma smagliante per quanto riguarda il songwriting, davvero superlativo.
Awakening è un album da sparare nelle orecchie di chi afferma che queste sonorità risultano obsolete, infatti bastano le virtù elencate per far rialzare la testa all’heavy metal, troppo spesso umiliato da produzioni vintage assolutamente inadeguate e da soluzioni power sinfoniche che, con la NWOBHM, c’entrano come i cavoli a merenda.
Un buon talento strumentale e vocale è la chiave della riuscita dei piccoli gioielli metallici come l’opener False Reality, la seguente Rise Above, la marcia metallica dal titolo Searching e la potente Witch Hunt, picchi di un lavoro davvero bello, specialmente se avete qualche capello bianco in testa e spaventate i nipotini con Eddie in bella mostra come salvaschermo del vostro smartphone. , specialmente se avete qualche capello bianco in testa e spaventate i nipotini con Eddie in bella mostra come salvaschermo del vostro smartphone.

Tracklist
1.False Reality
2.Rise Above
3.Searching
4.The Spell
5.Awakening
6.Lies All Lies
7.The Calling
8.Witch Hunt
9.When Mad Men Rule
10.Revolution Calls
11.Possessed

Line-up
Mark Duffy – vocals
Steve Mennell – Drums
Dave Hardy – Guitar
Will Philpot – Guitar
Andy Fisher – Bass

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