Recensione : Grinders – Beer On Venus

Qui non troverete niente che non sia rock, puro e semplice, fatto per divertirsi e far divertire, lasciando che l'alto voltaggio per una cinquantina di minuti ci faccia dimenticare tutti i problemi di una vita molte volte troppo complicata.

Grinders  -  Beer On Venus - Recensioni Rock

Quale potrebbe essere una botta di vita da proporre ad un vero rocker, di quelli che, dopo una vita vissuta al limite, ha già fatto praticamente tutto?

Offirgli una birra su Venere, tanto per iniziare e, come colonna sonora alla grassa bevuta, il tosto rock’n’roll dei Grinders, band triestina che licenzia questa bomba hard rock dal titolo Beer On Venus.
Nato nel 2006 come cover band dei mostri sacri del rock anni settanta e ottanta, il gruppo nel 2009 ha dato alle stampe un ep di cinque brani, arrivando finalmente al traguardo del primo album dopo sei anni di intensa attività live.
Il sound dei nostri è un ottimo hard rock sulla scia degli Ac/Dc, colmo di ipervitaminiche dosi di rock’n’roll e blues alcolico, una manna per i fans del genere, puro, sanguigno e adrenalinico.
Dalla prima all’ultima nota Beer On Venus sprizza divertimento da tutti i pori, i watt si sprecano, l’album fila via che è un piacere rifilando una serie di tracce dove i riferimenti ai migliori act del genere (oltre ai già citati miti australiani) sfilano tra le note sguaiate dell’album.
Ce n’è per tutti i gusti, dagli ZZ Top ai Rose Tattoo, dai più giovani Airbourne all’hard & heavy old school, il tutto valorizzato da un ottimo songwriting, artefice della buona qualità media di tutti i brani presenti.
Non ci si stanca e inevitabilmente si torna a saltellare per la stanza, le canzoni prendono al primo ascolto e vi ritroverete a canticchiare refrain irresistibili come quelli della title track, Dirty Woman, di John The Rich e Party Animals.
Poi quando il demone del blues prende il sopravvento, allora, finita la bottiglia di Jack Daniel’s, vi ritroverete a dondolare il testone pesantissimo sulle note della sporca ed alcoolica The Devil’s Right Hand.
La band viaggia che è un piacere, qui non troverete niente che non sia rock puro e semplice, fatto per divertirsi e far divertire, lasciando che l’alto voltaggio per una cinquantina di minuti ci faccia dimenticare tutti i problemi di una vita molte volte troppo complicata.
Se cominciassimo a supportare sul serio queste band, invece di continuare a seguire dinosuari alle prese con spettacoli circensi che ci vengono rifilati puntualmente ogni estate, faremmo zittire gli sciocchi che continuano ad affermare, a torto, che il rock è morto … buona la prima, Grinders.

Tracklist:
1.Intro
2.Don’t Waste Time
3.Beer On Venus
4.Dirty Woman
5.Lazy Jim
6.The Devil’s Right Hand
7.Fast Freedom
8.Man With the Knife
9.John the Rich
10.Daisy’s Burning Hands
11.Party Animals
12.Lady, Come With Me Tonight
13.Tits

Peter “Kampfbumbr” Paulin – Frontman, Lead Vocals
Ivan “The Kid” Rauber – Bass, Vocals
Marko “Zerzi” Zerial – Guitars, Lead Guitars, Backing Vocals
Walter “Pivex” Vodopivec – Drums, Backing Vocals
Marko “Gantara” Gantar – Lead Guitars, Guitars

GRINDERS – Facebook

Una risposta

  1. Ciao Ragazzi!
    I Grinders partecipano ad un contest musicale
    https://www.globalrockstar.com e per accedere alla fase successiva abbiamo bisogno dei vostri voti per la canzone che trovate in questo link:
    http://www.globalrockstar.com/artists/grinders
    Se possibile aiutateci condividendo il messaggio anche ai vostri amici
    Grazie per il sostegno!
    Nella nostra pagina facebook trovate le isruzioni per poter votare
    https://www.facebook.com/GRINDERS-38621009022/?ref=bookmarks

    Rnr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.