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Recensione : Greytomb – Monumental Microcosm

Monumental Microcosm è un lavoro breve ma in grado di cogliere nel segno, creando una certa aspettativa per quelle che saranno le prossime mosse della band australiana.

Greytomb - Monumental Microcosm - metal

Dalla sempre ricca e cosmopolita faretra della Transcending Obscurity ecco sbucare anche gli australiani Greytomb, autori di questo ep che va a suggellare quanto di buono già mostrato con il full length d’esordio del 2016, A Perpetual Descent.

Il trio di Melbourne offre una prova convincente che va ad abbracciare con  duttilità e consapevolezza le diverse sfumature del metal estremo, partendo da una base black ma con un’indole introspettiva che oscilla tra il doom e il postmetal e qualche dissonanza riconducibile al death progressivo.
Quel che ne esce sono tre brani che si sviluppano per  circa venticinque minuti corrosivi, intensi e sfaccettati, con un episodio dal crescendo emotivo non comune come Antimeta che si spinge con il suo finale disperato fino al DSBM; il brano è racchiuso tra la lunga e più inquieta Null ed una Force Majeure che dimostra come i Greytomb abbiano grande dimestichezza con la materia anche quando scendono sul terreno del post black più oscuro ed ottundente.
Monumental Microcosm è un lavoro breve ma in grado di cogliere nel segno, creando una certa aspettativa per quelle che saranno le prossime mosse della band australiana.

Tracklist:
1.Null
2.Antimeta
3.Force Majeure

Line-up:
J. Angus – guitar
N. Magur – vocals
D. Coffey – bass

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