Giorgio Vasta – Il Tempo Materiale

Giorgio Vasta - Il Tempo Materiale: Lo sguardo lucido e disincantato di un fanciullo elabora amare riflessioni sull’Italia offrendo un quadro desolante e im...

Giorgio Vasta - Il Tempo Materiale - Recensione Libri

Lo sguardo lucido e disincantato di un fanciullo elabora amare riflessioni sull’Italia offrendo un quadro desolante e impietoso; sull’ironia vista come causa del decadimento ideologico e morale del paese (siamo nel millenovecentosettantotto alle soglie del craxismo, e dei ruggenti anni ottanta), sulla religione definita “pastello” ovvero la “buona novella”, ormai buona solo per consuetudine e pigrizia, sul provincialismo italiano capace di appiattire e normalizzare ogni forma della realtà a un modello famigliare e quindi snaturato e adulterato.

Di contro il fascino, l’autenticità e la sensualità delle Brigate Rosse sublimate dal rapimento di Aldo Moro e destinate quindi a rimanere nella nostra coscienza intramontabili icone del male.
Protagonisti tre undicenni, troppo piccoli per essere considerati minacce sociali ma abbastanza grandi da sviluppare un movimento antagonista che li porterà a compiere atti violenti e piani destabilizzanti:”Io Scarmiglia e Bocca. Lucidi, separati, ostili. Undicenni lettori di giornali, ascoltatori di telegiornali. Della cronaca politica. Concentrati e abrasivi. Critici, tetri. Preadolescenti anomali.”

Il libro è stato concepito con sudore e fatica, si sente un lavoro profondo sulla lingua, sulla scelta degli aggettivi più calzanti e sulle metafore spesso condite con gusti, sapori e reminiscenze della fanciullezza.

La trama convive con un linguaggio arguto e penetrante che scava e modella immagini sempre più ardite e simboliche fino a diventare soggetto attivo della narrazione, ed è proprio questa espressività feroce e scatenata l’elemento in grado di giustificare il paradosso di una spietata cellula terrorista composta da tre ragazzini delle medie.

Dopo averlo letto si sente un disagio incipiente, simile al soffocamento, che ricorda la paura e il segreto terrore che quasi dimenticati tornano alla memoria di quegli anni violenti.
Si entra in una dimensione di crudezza e di scabrosità che a tratti sfiorano l’angoscia e se ci si aspetta il momento del gioco, dell’ingenuità e del sorriso che smorza, si rimane delusi. Lo stato d’animo che accompagna la lettura è ansioso e come nelle storie più paurose tutto quello che si spera non debba succedere puntualmente accade.

Lo stile non è molto scorrevole e si riesce a leggerne al massimo tre o quattro pagine per volta ma questo è la naturale conseguenza di un lessico dinamico e vivace che la fa da padrone dall’inizio alla fine. Libro cattivo e sofferto, non facile da digerire, che ti prende per mano e ti mette alla prova con immagini distorte e sinuose. Avvicinarsi a questo romanzo è operazione ardua perché durante la lettura lentamente si entra a farne parte inghiottiti e centrifugati senza tregua e quando lo si finisce si rimane sbalorditi con un nodo allo stomaco che provoca disagio e smarrimento. Da consigliare a chi legge per passione e non a chi, per passatempo e abitudine, sfoglia due pagine prima di spegnere la luce e addormentarsi.

Casa editrice Minimum Fax. Ottobre 2008.

https://www.minimumfax.com/

https://www.wuz.it/biografia/522/vasta-giorgio.html

Giorgio Vasta-Il Tempo Materiale

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