E’ morto Phil Marcade

Come un beffardo scherzo del destino, il 5 giugno, nel giorno del ventunesimo anniversario della scomparsa di Dee Dee Ramone, iconico bassista dei Ramones, un altro prime mover della scena della scena punk newyorchese ci ha lasciati. E’ scomparso a Parigi, infatti, Philippe Marcade, batterista e cantante. Aveva 68 anni ed era afflitto da un tumore al pancreas. La notizia è stata confermata sui social media.

Cresciuto a Parigi, Marcade a diciassette anni emigrò negli Stati Uniti nel 1972 per un soggiorno che avrebbe dovuto essere breve, e invece si è trasformato in una incredibile avventura durata quarant’anni. Dopo aver vissuto a Boston, nel 1975 si spostò a New York, dove alloggiò anche al Chelsea Hotel, e alcuni amici organizzarono in suo onore una festa di benevenuto alla quale suonarono proprio i Ramones (alla loro terza esibizione dal vivo in assoluto) giusto in tempo per vedere nascere e sbocciare la nuova scena rock ‘n’ roll della Grande Mela, che si muoveva nell’underground di piccoli bar e locali come il CBGB. Phil vide in azione i gruppi di quella rivoluzione sonora (poi etichettata come “punk rock”) e strinse amicizia coi Blondie e con Johnny Thunders, che gli presentò il bassista Steve Shevlin, col quale Marcade fondò, nel 1976, la sua band, i Senders, con cui Phil iniziò come batterista, per poi diventare il cantante del gruppo, proponendo un rhythm ‘n’ blues velocizzato e suonato e cantato con veemenza, che ben si sposava coi ritmi rapidi e frenetici del nuovo rock ‘n’ roll, che infatti fece guadagnare ai Senders lo status di house band (non ufficiale) del Max’s Kansas City, uno dei locali newyorchesi che aveva abbracciato la nuova ondata di giovani formazioni R’N’R, e protagonista di eventi della vita notturna di NY in cui Philippe riusciva a intrattenere e creare un grande rapporto col pubblico con le sue innate doti di frontman e lead singer, riuscendo a farsi tanti amici grazie al suo spirito gregario e umile e al suo senso dell’umorismo.

La passione per il blues contaminato dal rock ‘n’ roll ha accompagnato Marcade per tutta la sua vita, e che trovò spazio anche nei Backbones, band formata a metà anni Ottanta, ma finché si è esibito dal vivo (fino al 2017) e per tutta la sua esistenza, Phil ha avuto un’anima artistica che non si fermava solo alla musica, ma abbracciava anche la scrittura, la pittura, nel disegno e nella grafica, dando sfogo alla sua fervida inventiva. Per oltre dieci anni della sua vita ha abitato anche in Italia, a Bologna, insieme alla sua compagna. La sua movimentata storia è stata raccontata nel libro “Oltre l’Avenue D: Un punk a New York – 1972-1982“, edito da Agenzia X.

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