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Recensione : Astra – Broken Balance

Terzo bellissimo album per gli Astra che, lasciato il sentiero tracciato dai Dream Theater, intraprendono un percorso più personale ma altrettanto ispirato.

Astra   -   Broken Balance - Recensioni Metal

I laziali Astra sono un gruppo prog metal che licenzia sotto la sempre presente (quando si parla di qualità) Scarlet il proprio terzo album.

Partiti nei primi anni del nuovo millennio come cover band dei Dream Theater, esordirono con l’album “About Me: Through Life and Beyond” nel 2006, per ripetersi nel 2009 con il successivo “From Within”.
Non è più della partita il vocalist Titta Tani, sostituito alla voce dal bassista Andrea Casali, con il solo fratello Emanuele ancora a dividersi tra Astra e DGM.
Ed è forse anche per questo che il sound di Broken Balance si allontana dalle coordinate DGM per intraprendere una via più personale, avvicinandosi all’hard rock e al prog metal britannico.
Personalmente ho trovato meno Dream Theater e più Threshold nel sound del gruppo e questo, a mio parere, è senz’altro un bene, vista la miriade di gruppi che nel genere vanno a specchiarsi nel teatro del sogno; anche il cambio dietro al microfono (senza togliere nulla al grande Titta Tani) ha giovato e dato personalità alla band, con la voce di Andrea Casali più orientata verso l’hard rock e meno spiccatamente metal.
L’album ha un tiro micidiale, si passa velocemente da un brano all’altro con una sezione ritmica da applausi, protagonista di un lavoro eccezionale in un lavoro nel quale non mancano accenni ad un metal più moderno e dove spicca il talento di Andrea Casali, bravissimo sia con il proprio strumento che, come già detto, nel suo nuovo ruolo di vocalist.
Fin dall’opener Losing My Ego gli Astra aggrediscono e, prima che si arrivi a Mirror of Your Soul (traccia n°7), si passa tra tempeste metalliche tecnicamente ineccepibili dove, a contrastare una durezza di fondo, escono prepotentemente alla ribalta i solos ultra melodici di Emanuele Casali alle tastiere e Silvio D’Onorio De Meo alla chitarra, supportati dall’incredibile drumming di Filippo Berlini,tecnica e potenza al servizio della squadra.
Non c’è un attimo di tregua nei primi sei brani, intrisi di un hard prog/metal sparato a mille, dove spiccano, oltre all’opener, Sunrise To Sunset, la title-track e la bellissima Faithless; la già citata Mirror of Your Soul spezza la tensione, ma la band ha ancora due perle da regalarci: Ending Season, canzone che stravince la palma di migliore dell’album, dalla quale esce alla grande il suono del magnifico “Psychedelicatessen” dei Threshold, con Andrea Casali a raggiungere le vette del sottovalutato Glynn Morgan, subito bissata dalla conclusiva You Make Me Better.
Siamo alla fine e gli Astra si congedano lasciandoci la consapevolezza di aver potuto godere di un’oretta scarsa di grande musica: la strada intrapresa dalla band è quella giusta, avanti così.

Track list:
1. Losing My Ego
2. Hole in the Silence
3. Sunrise to Sunset
4. Too Late
5. Broken Balance
6. Faithless
7. Mirror of Your Soul
8. Risk and Dare
9. Break Me Down
10. Understand
11. Ending Season
12. You Make Me Better

Line-up:
Andrea Casali – Vocals, Bass
Filippo Berlini – Drums
Emanuele Casali – Guitars, Keyboards, Vocals
Silvio D’Onorio De Meo – Guitars

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