Recensione : Arrjam – Session One

Funambolico esordio del progetto Arrjam.

Arrjam  -  Session One - Recensioni Rock

Prendete quattro musicisti straordinari, che nel loro album danno sfogo ad ogni tipo di influenza così da infarcirlo di una miriade di spunti e idee, consentendo al proprio estro di prevalere sull’idea precostituita che normalmente si ha riguardo ad un brano o ad un genere musicale; provate poi a lasciare uno studio di registrazione aperto a chiunque voglia lasciare il proprio contributo senza alcun freno e vi sarete fatti un’idea di cosa riescono a combinare questi fantastici Arrjam.

La band nasce da un’idea del bassista Il Daz (Vicolo Inferno), ovvero quella di creare musica senza nessun vincolo inglobando in una lunga e affascinante jam una miriade di generi, dall’hard rock al funky, passando per metal, blues e fusion sotto l’etichetta che, a mio parere, è la logica conseguenza di tutto ciò: progressive, la maniera ideale di esprimersi in musica senza barriere di sorta lasciando che le note fuoriescano dagli strumenti in assoluta libertà.
Il bassista è accompagnato, in questo viaggio senza ritorno nel mondo delle sette note, da altri tre fenomenali musicisti, Got alla voce, Moretti Bitcher alle pelli e Mauroman alla sei corde, dando vita ad un combo clamoroso e di una duttilità fuori dal comune.
Partendo dallo strumentale Ali, il brano più hard rock del disco, ma che riesce a dare già un’idea delle doti tecniche degli Arrjam, incontriamo momenti di musica da standing ovation con la successiva Highway 49, nella quale la sezione ritmica comincia davvero a dar spettacolo e la voce di Got entra prepotentemente nell’album, calda, graffiante e dalla personalità dirompente.
Out of Control rappresenta, in due parole, il prog del futuro, quasi dieci minuti nei quali si passa da un hard funky ad alta tensione a momenti di emozionanti umori acustici; cambia tutto con Dark Fusion e soprattutto con Very Nice, altro picco del lavoro, ruvida e strabordante di note eseguite con maestria, niente meno che la canzone capace di avvicinare i nostri alle vette dei fenomenali Primus.
Abbiamo superato, ormai, la prima metà del lavoro, ed abbiamo ancora il tempo di esaltarci con Welcome to the Cocaine e la stupenda Smashing the Wall, semi-ballad hard rock con ancora una volta il vocalist sugli scudi.
Incomplete è ancora un favoloso strumentale, mentre Screaming For conclude il lavoro (gli ultimi due brani in tracklist sono due diverse versioni di Very Nice tra le quali, per la cronaca, la prima (Orchestrated) è stupenda) con un brano hard’n’roll.
Grande album, che corre solo il rischio di non essere capito, talmente è vario e avanti rispetto ai soliti canoni; complimenti ai musicisti coinvolti, sperando non sia lunga l’attesa per un secondo, e da me agognato, full-length.

Tracklist:
01. Ali
02. Highway 49
03. Out Of Control
04. Dark Fusion
05. Very Nice
06. “Vorrei”
07. Welcome To The Cocaine
08. Smashing On The Wall
09. Incomplete
10. Screaming For
11. Very Nice (Orchestral Version)
12. Very Nice (Radio Edit)

Line-up:
Il Daz – Bass
Got – Vocals
Moretti Bitcher – Drums
Mauroman – Guitars

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