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Recensione : Airborn – Lizard Secrets: Part One – Land of the Living

Questo 2018 in casa Airborn è un anno che potrebbe regalare grandi soddisfazioni, alla luce di questo bellissimo lavoro intitolato Lizard Secrets: Part One - Land of the Living, che va a rimpinguare una discografia di alta qualità,

Airborn - Lizard Secrets: Part One - Land of the Living - metal

E’ tempo per una nuova uscita targata Airborn, power band tricolore che gli amanti del genere ricorderanno attiva già dalla metà degli anni novanta, periodo che preparò la scena metal ad un ritorno in grande stile delle sonorità classiche, almeno in Europa.

E il gruppo piemontese era lì ad infiammare una scena nazionale che poteva contare su ottimi talenti a discapito di mezzi non ancora al top come in questi anni; questo 2018 in casa Airborn è un anno che potrebbe regalare grandi soddisfazioni, alla luce di questo bellissimo lavoro intitolato Lizard Secrets: Part One – Land of the Living, che va a rimpinguare una discografia di alta qualità.
L’album, come si intuisce, è il primo capitolo di una trilogia e vede all’opera graditi ospiti (Claudio Ravinale dei Disarmonia Mundi, Jan Bertram dei Paragon, Alexis Woodbury degli Instanzia e Marius Danielsen dei Darkest Sins) ma soprattutto tanto power metal melodico, di quello che in arrivo dalla Germania attraversò le Alpi e fece innamorare orde di metal fans, resi piacevolmente schiavi dalle opere di Gamma Ray, Iron Savior e Blind Guardian.
La band, che con Piet Sielck ci ha lavorato ai tempi del debutto Against The World, spara una serie di brani di eccellente power metal melodico, spettacolare nelle ritmiche, straordinario nei cori e nelle linee vocali, talmente perfetto nel suo incedere verso la gloria metallica che lascia senza fiato.
Non esiste un attimo che non si focalizzi nella mente con una semplicità straordinaria, Lizard Secrets non lascia scampo e torna a far rivivere le atmosfere di capolavori come Land Of The Free e mi fermo qui, perché dovrei andare a scomodare anche chi fino a poco tempo fa riposava negli anni ottanta ed è resuscitato grazie ad una reunion che ha fatto la gioia del popolo metallico mondiale.
Dopo la classica intro d’ordinanza si parte sull’ottovolante Airborn e ci si fermerà solo dopo una cinquantina di minuti di melodie classiche suonate a velocità proibitive, oppure rimarcate da mid tempo dove chorus di scuola Gamma Ray fanno alzare pugni al cielo nel salotto di casa, come sicuramente avverrà sotto ai palchi dei live in giro per un’estate che per la band si preannuncia ricca di soddisfazioni.
Who We Are, la title track, Wolf Child, Land of The Living, Defenders Of Planet Earth, ma potrei nominarvele tutte, tanto sicuramente non sbaglierei la scelta tra i brani che compongono questo gioiello metallico da non perdere per nessun motivo.
Nel genere difficile trovare di meglio, anche fuori dai confini nazionali.

Tracklist
01. Immortal Underdogs (intro)
02. Who We Are
03. Lizard Secret
04. We Realize
05. Brace For Impact
06. Wolf Child
07. Here Comes the Claw
08. Land of the Living
09. Meaning of Life
10. Metal Haters
11. Defenders of Planet Earth
12. My Country is the World
13. Cosmic Rebels 2018 (Bonus)

Line-up
Alessio Perardi – Vocals/Guitars
Roberto Capucchio – Guitars
Domenico Buratti – Bass
Roberto Gaia – Drums

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