iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Alberto Mancinelli – Tutto L’amore Che C’era

Alberto Mancinelli mette insieme vecchie e nuove canzoni lungo la strada dei sentimenti.

Alberto Mancinelli  -  Tutto L'amore Che C'era - Recensioni Rock

Tutto l’amore che c’era” รจ il nuovo album di Alberto Mancinelli, cantautore siciliano di lunga data, che vede una composizione di nuove e vecchie canzoni; queste ultime rivestite di arrangiamenti nuovi, unite a quelle meno recenti dal filo rosso delle storie sentimentali.

Storie non necessariamente d’amore nella sua unica accezione classica, ma dedicate anche all’amore verso ideali, idee, sogni, illusioni, ed errori che generano la sofferenza del fraintendimento, del non comprendere il proprio ruolo, sia in una relazione che piรน in generale nella propria vita.

Il โ€œfilo rossoโ€ funziona bene, e le tracce del disco in effetti consegnano all’ascoltatore un lavoro piuttosto compatto e godibile, sebbene non impeccabile. Se infatti tracce come โ€œIncrociโ€ mettono in risalto le capacitร  compositive di Mancinelli, si tratta purtroppo di un picco, una vetta raggiunta a sprazzi e non come livello qualitativo costante del disco.

L’artista mostra grandi capacitร  espressive soprattutto musicalmente, anche al notevole supporto degli arrangiamenti di Don Antonio (al secolo conosciuto come Antonio Gramentieri), che perรฒ talvolta non viene eguagliata dal cantato, creando momenti di accelerazione o di incastri delle parole nelle strofe non troppo eleganti.

Eppure la qualitร  e la classe del cantautore nostrano sono presenti ed pienamente godibili in quelle tracce in cui Mancinelli si ispira principalmente a Mancinelli stesso, senza cercare la troppa citazione musicale di alcuni grandi della musica. Citazioni che finiscono per lasciare le tracce nel mezzo tra omaggi e variazioni su stili e generi, perdendosi per strada senza riuscire a raggiungere gli apici che avrebbero in potenziale. Quando Mancinelli canta e suona se stesso, รจ possibile invece cogliere la semplicitร  della musica โ€œon the roadโ€ guidata dalla chitarra e qualche effetto di profonditร  molto azzeccato, assieme alla dimensione piรน profonda che le storie di viaggi, del corpo, dei sentimenti o delle idee che siano, sanno trasmettere.

In canzoni come โ€œE’ meglio andareโ€ o โ€œMaggieโ€, troviamo una complessitร  di situazioni che portano in allegato risvolti e sottintesi davvero notevoli, che rendono le tracce due piccole storie col potenziale del racconto breve in piena regola. Mancinelli conclude il suo album con una canzone fortemente ispirata da โ€œBrowsville Girlโ€, di Bob Dylan. Eppure lo stesso cantautore ha in se’ il germe del menestrello, del cantastorie, del bardo di frontiera capace di raccontare ed trasportare personaggi e situazioni attorno all’ascoltatore, che ne diventa a sua volta parte e testimone.

Un album che nonostante le sue pecche giร  menzionate risulta comunque godibile ed interessante, che merita un ascolto attento e non frettoloso per essere apprezzato.

TRACKLIST
1. Lentamente
2. Incroci
3. E’ meglio andare via
4. Maggie
5. Il gesto
6. Corsia d’emergenza
7. Sirene stonate
8. Singapore
9. Farti male
10. Da qualche parte

LINE-UP
Alberto Mancinelli: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, armonica
Don Antonio: chitarre elettriche, basso, lap steel, baritono, bass VI
Piero Perelli: batteria e percussioni
Nicola Peruch: synth, hammond, piano rhodes
Elisa Ridolfi: voce
Denis Valentini: percussioni, voce
Vicki Brown: violino
mixaggio: Ivano Giovedรฌ
progetto grafico: Martina Chilardi
master: Giovanni Versari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Baransu – Is

Il progetto Baransu ci racconta le frontiere della Techno passando dal Post-Industrial in una sperimentazione visionaria e profonda