Recensione : The Citizen – Curtain Call

Non è così facile come sembra suonare un certo tipo di rock ed uscirne alla grande al primo colpo, segno che i The Citizen hanno ancora molte frecce al proprio arco

The Citizen  -  Curtain Call - Recensioni Rock

I primi accordi di chitarra della title track, che portano inevitabilmente a pensare agli U2 di “The Joshua Tree”, per poi spostare il tiro del sound verso un brit pop adulto dalle ottime melodie, basterebbero per archiviare con i complimenti del sottoscritto ed un voto medio alto, il primo album dei The Citizen, band di Salerno nata nel 2006, con ep d’esordio alle spalle e freschi di firma con la nostrana My Kingdom Music.

Ma, fortunatamente, c’è molto di più in questo Curtain Call, album che dimostra la maturità compositiva della band che ha creato un sound personale, lasciando che le proprie influenze, sparse negli ultimi decenni di musica rock mondiale, emergessero senza essere troppo invadenti, facendo invece capolino, nascoste tra le note eleganti e raffinate del gruppo.
Ed allora, pur in un contesto che rimane elettrico, per molti dei minuti di Curtain Call, i The Citizen strappano applausi per un rock che spazia tra watt e melodie, una musica sognante dove la chitarra acustica ha un ruolo importante, così come le emozionanti atmosfere intimiste che compongono il lavoro.
La chitarra a volte si ribella alla dolce drammaticità delle canzoni, e si fa sentire tra ritmiche più spesse e solos pinkfloydiani, mentre i minuti scorrono e ci passano davanti quadri dai colori autunnali come You And I, Relax (stupenda), Something Left, dall’inizio intimista con un risveglio a metà brano a ricordare i migliori Pearl Jam, unica concessione statunitense ad un sound europeo tra richiami a Muse, Radiohead, U2 e il già citato brit pop.
Il resto dell’album continua a regalare atmosfere e sfumature malinconiche trasportandoci nel mondo di un rock dove le emozioni non mancano e le passioni prendono il posto dell’attitudine; The Way You Change, d’altronde, è talmente bella che ad un primo ascolto l’assolo prima del refrain verso fine brano sembra quasi intaccare l’atmosfera del pezzo: niente di più sbagliato, il passaggio in questione, uno dei più alti momenti dell’intero lavoro, accentua l’atmosfera malinconica e sognante del brano, portando la band vicino alle vette emozionali dei maestri britannici.
Non è così facile come sembra suonare un certo tipo di rock ed uscirne alla grande al primo colpo, segno che i The Citizen hanno ancora molte frecce al proprio arco e, sapientemente scoccate, sapranno centrare con ancora più convinzione il bersaglio.

Tracklist:
1.Intro
2.System zero
3.Curtain Call
4.This Time
5.Panic Attack
6.You and I
7.Relax
8.The way you chance
9.Something left
10.Outro

Line-up:
Ciro Amoroso – voice, guitar and synthesizers
Franco Amoroso – bass and backing vocals
Noam Radetich – guitar,piano and synthesizers
Roberto Coscia – drums and percussion

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